Sentenza del 09/08/2017 n. 19837 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle entrate contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che aveva annullato integralmente l'avviso di accertamento relativo ai maggiori redditi derivanti da quattro vendite immobiliari. Con il primo motivo denunciava l'insufficiente motivazione della CTR, che aveva escluso la fondatezza dell'accertamento basandosi essenzialmente su una perizia di parte, senza esaminare adeguatamente gli elementi probatori forniti dall'Ufficio, tra cui le perizie bancarie e gli importi dei mutui concessi. Con il secondo motivo denunciava la violazione dei principi in materia di contenzioso tributario, sostenendo che la CTR avrebbe dovuto, eventualmente, rideterminare la pretesa fiscale anziché annullarla integralmente.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, ritenendo fondati i motivi nei limiti indicati. Ha rilevato che la CTR aveva formulato un giudizio di merito senza esaminare elementi rilevanti, quali il fatto che per alcuni immobili le perizie bancarie indicavano valori significativamente superiori ai prezzi dichiarati e che gli immobili presentavano caratteristiche comparabili per ubicazione, dimensioni e categoria catastale. La sentenza regionale è stata quindi cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Cassazione non ha però definitivamente stabilito l'ammontare dell'imposta dovuta.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio
La norma consente di censurare in cassazione la motivazione della sentenza quando il giudice di merito non esamina adeguatamente fatti rilevanti e decisivi. Nel caso concreto, la CTR aveva omesso di confrontarsi con elementi probatori potenzialmente idonei a sostenere l'accertamento dell'Ufficio.
Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
violazione o falsa applicazione di norme di diritto
La disposizione è stata richiamata dall'Agenzia per denunciare la violazione dei principi in materia di contenzioso tributario, ma la decisione della Cassazione si è concentrata principalmente sul difetto di motivazione della sentenza impugnata.
Massime di principio
- Il giudice tributario deve esaminare e confrontare in modo puntuale tutti gli elementi probatori rilevanti offerti dalle parti, soprattutto quando possono incidere sulla determinazione del maggior reddito.
- Una perizia di parte non può essere valutata isolatamente senza spiegare perché debbano essere disattesi elementi contrari, come perizie bancarie, importi dei mutui, caratteristiche comparabili degli immobili e valori di mercato.
- In presenza di una motivazione meramente assertiva o non coerente con le risultanze documentali, la sentenza può essere cassata per vizio motivazionale e la causa rinviata al giudice di merito.
- La Cassazione, di regola, non ridetermina direttamente il reddito o l'imposta, ma verifica la correttezza giuridica e motivazionale della decisione e, se necessario, rinvia la causa per un nuovo esame.
- Quando più immobili sono venduti in un periodo ristretto e presentano caratteristiche omogenee, elementi indiretti quali mutui e perizie bancarie possono costituire indizi rilevanti per verificare la congruità dei prezzi dichiarati.
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