Cassazione Penale, Sentenza n. 33953/2023 del 02/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Longo era stato ritenuto responsabile del reato di concorso nell'esercizio di professione abusiva per avere consentito all'odontotecnico Pietro Valli di svolgere, nello "Studio medico dentistico dottori Longo", attività di odontoiatra senza autorizzazione. Il ricorso per cassazione denunciava violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte d'appello avrebbe disatteso il mandato rescindente della Cassazione non approfondendo la valutazione delle testimonianze (Mirella Maifreda e Galina Buganiuk) e avrebbe basato la condanna su elementi riconducibili alla sola posizione di socio/organizzatore dello studio, senza indicare concrete condotte concorsuali poste in essere da Longo
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha rilevato che la Corte d'appello non ha ottemperato al mandato della Cassazione: non ha adeguatamente valutato la capacità probatoria delle testimonianze indicate e ha ricavato la responsabilità del ricorrente sostanzialmente dalla sua posizione nello studio (uso dell'organizzazione, personale, ecc.), cioè da una posizione di garanzia la cui valenza probatoria era stata espressamente esclusa dalla precedente decisione di annullamento. Mancando l'indicazione di atti concreti che "consentissero o agevolassero" l'esercizio abusivo da parte di Valli, la prova del concorso è risultata insufficiente. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e l'imputato assolto per non avere commesso il fatto
Norme richiamate
art. 627 cod. proc. pen.
Richiamato nella censura di violazione di legge in relazione al vizio di motivazione della Corte d'appello: la Cassazione ha rilevato che il giudice del merito non ha rispettato il precedente ordine di valutare specificamente le testimonianze indicate, così compromettendo il corretto accertamento dei fatti
art. 348 cod. pen.
Citato nella doglianza relativa al vizio di motivazione; dalla sentenza emerge che il giudice di merito non ha fornito una motivazione sufficiente e adeguata circa la capacità probatoria delle testimonianze e l'esistenza di azioni concorsuali concrete
art. 110 cod. pen.
Rilevante per il concorso nel reato: la Cassazione ribadisce che il concorso non può essere provato facendo riferimento soltanto a una posizione di garanzia o al ruolo societario, ma richiede l'accertamento di condotte concrete che consentano o agevolino lo svolgimento dell'attività abusiva
Massime di principio
- Se la Cassazione annulla con rinvio per carenze nella valutazione probatoria, il giudice di merito incaricato del nuovo esame deve affrontare specificamente i punti indicati e motivare il confronto con le censure: non è sufficiente una riaffermazione generale dei fatti
- Per configurare il concorso nell'esercizio di professione abusiva non basta dimostrare una mera posizione di socio, direttore o titolare dello studio: è necessaria la prova di atti concreti posti in essere dal presunto concorrente che abbiano effettivamente consentito o agevolato l'attività non autorizzata
- La motivazione che fonda una condanna deve indicare chiaramente gli elementi fattuali che costituiscono il contributo concorsuale; l'assenza di tale indicazione può comportare, in Cassazione, l'annullamento e anche l'assoluzione per insufficienza di prove se non vi sono margini per ulteriori accertamenti
- Nelle contestazioni basate su testimonianze, il giudice di merito deve compiere un'analisi approfondita della credibilità e della capacità probatoria delle dichiarazioni contestate, soprattutto quando la Cassazione ha espressamente ordinato di riesaminarle
- Per chi è responsabile di uno studio professionale, chi esercita l'azione di tutela o l'accusa deve specificare quali condotte concrete (es. delega di atti clinici, affidamento di pazienti, tolleranza di prestazioni non autorizzate, organizzazione che permetta l'attività) dimostrino il concorso: deduzioni generiche basate sul ruolo imprenditoriale sono insufficienti
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