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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 297/2022 del 10/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Suprema Corte che aveva rigettato il precedente ricorso per cassazione e confermato la condanna della ricorrente a anni 1 e mesi 6 di reclusione per il delitto di cui all'art. 353-bis c.p. La difesa lamentava un errore di percezione dei fatti da parte della Corte rispetto alla testimonianza sul possesso di una pressa idraulica (sostenendo che né la Puntese né la Officine Meccaniche ne fossero dotate alla data di pubblicazione del bando), contestava che i requisiti del bando fossero stati inseriti solo dopo consultazioni con colleghi e non autonomamente dalla Li Destri, e denunciava l'omesso esame di un motivo di ricorso relativo a rilievi fatti dalla Li Destri alla Puntese Diesel Service s.r.l.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato integralmente inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che non sussistesse un errore di fatto decisivo: il giudizio di merito era sufficientemente motivato e la correzione di fatti o una riedizione della valutazione probatoria sarebbe stata inammissibile nell'ambito del rimedio invocato. È stata confermata l'irrilevanza delle censure sollevate ai fini della riforma e la Corte ha applicato la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p., condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende per colpa che ha determinato l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto: la Corte ha richiamato i limiti di questo rimedio, sottolineando che non consente una riedizione del giudizio di merito né una valutazione probatoria nuova salvo che emerga un errore materiale palmare e decisivo.

  • art. 353-bis cod. pen.

    Norma che punisce la turbativa nella scelta del contraente. Nel caso la condotta della ricorrente era stata ritenuta congruamente motivata nei giudizi di merito riguardo agli elementi oggettivi e soggettivi del reato; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze difensive circa la carenza degli elementi del reato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese e la possibilità di sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità del ricorso: applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma alla Cassa delle ammende, ritenendo la causa di inammissibilità dovuta a colpa.

  • Corte Costituzionale, 13 giugno 2000, n. 186 (giurisprudenza)

    Giurisprudenza richiamata per confermare che la colpa nella proposizione di rimedi infondati può giustificare l'applicazione di sanzioni pecuniarie a carico della parte.

Massime di principio

  • Il ricorso per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. non consente una rinnovata valutazione del materiale probatorio: va dimostrato un errore materiale evidente e decisivo che, se corretto, avrebbe determinato una decisione diversa.
  • Le contestazioni relative a travisamento delle prove richiedono di mostrare in modo puntuale quale dichiarazione o documento sia stato travisato e in che modo ciò abbia inciso sulla decisione; mere letture alternative delle testimonianze non sono sufficienti.
  • Se la censura riguarda omissione o travisamento di motivi già dedotti in cassazione, occorre dimostrare che il motivo sia stato effettivamente devoluto alla Corte e formulato nei termini giuridici richiesti; riferimenti generici nella premessa del ricorso non bastano.
  • Per ottenere la correzione di un presunto errore di fatto è utile produrre estratti completi e contestualizzati delle deposizioni o dei verbali contestati e spiegare chiaramente la rilevanza decisiva dell'errore sulla instaurazione degli elementi del reato.
  • Quando si invoca l'errore di fatto relativo a specifici requisiti di una lex specialis di gara, bisogna provare non solo l'assenza del requisito ma anche che la sua critica percezione abbia inciso concretamente sulla scelta del contraente.
  • Le Corti sono portate a sanzionare con spese e ammende i ricorsi manifestamente infondati o proposti con negligenza: valutare con attenzione la fondatezza e la devoluzione della questione prima di proporre rimedi straordinari.

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