Sentenza del 02/02/2015 n. 152 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
ICI - Seminario vescovile - Compendio immobiliare - Utilizzo finalità ricettive - Natura commerciale - Esenzione luogo culto - Esclusione - Legittimità pretesa - Consegue
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa ICI è stata ritenuta legittima. La mera appartenenza dell'immobile a un seminario vescovile non è sufficiente a ottenere l'esenzione: occorre verificare l'effettiva destinazione e modalità di utilizzo del bene. Poiché il compendio risultava impiegato per attività ricettive di natura commerciale, tale utilizzo escludeva l'esenzione collegata ai luoghi di culto o alle attività non commerciali.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava la legittimità della pretesa ICI sostenendo che il compendio immobiliare, in quanto appartenente a un seminario vescovile e presumibilmente collegato a finalità religiose o di culto, dovesse beneficiare dell'esenzione prevista per gli immobili destinati alle attività indicate dalla normativa. Il Comune riteneva invece che l'immobile fosse utilizzato per finalità ricettive svolte con modalità commerciali, incompatibili con l'esenzione.
Norme richiamate
Disciplina ICI sulle esenzioni per gli immobili degli enti religiosi e non commerciali
L'esenzione non dipende esclusivamente dalla proprietà dell'immobile o dalla natura religiosa dell'ente, ma richiede che il bene sia concretamente destinato alle attività agevolate e che tali attività siano svolte senza modalità commerciali incompatibili con il beneficio.
Massime di principio
- Per le esenzioni tributarie sugli immobili appartenenti a enti religiosi, la proprietà dell'ente non è sufficiente: assume rilievo decisivo l'utilizzo concreto dell'immobile.
- Un'attività ricettiva può escludere l'esenzione quando è organizzata e svolta con caratteristiche commerciali, anche se l'immobile appartiene a un soggetto religioso.
- La destinazione a finalità di culto deve essere effettiva e prevalente; non può essere dedotta soltanto dalla denominazione dell'ente o dalla natura istituzionale del proprietario.
- In caso di contestazione, occorre esaminare modalità di gestione, corrispettivi richiesti, accessibilità al pubblico, organizzazione dell'attività e rapporto con il mercato.
- Le esenzioni fiscali sono interpretate restrittivamente: chi le invoca deve dimostrare la ricorrenza di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla legge.
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