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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06648/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda una richiesta in sede esecutiva di applicazione della continuazione tra due sentenze di condanna già definitive, richiesta rigettata dal tribunale. Il giudice dell'esecuzione ha escluso che i reati fossero espressione di un medesimo disegno criminoso, rilevando che non risultava alcun elemento da cui desumere che, al tempo del primo fatto, l'interessato avesse già programmato anche il successivo, intervenuto peraltro a distanza di circa due anni. Ha inoltre valorizzato la ricaduta nel reato come indice di proclività a delinquere, non di unicità programmatoria. Nel ricorso per cassazione, la difesa ha contestato tale conclusione, richiamando circostanze che riteneva significative ai fini della continuazione: la natura dell'attività di cessione di stupefacente, la collocazione dell'agente in un livello non marginale del commercio, e il fatto che nel secondo episodio fosse utilizzata un'utenza telefonica già intercettata in relazione al primo procedimento. La Corte osserva però che le censure sono essenzialmente confutative e non colgono la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata, oltre a fondarsi su elementi diversi da quelli valorizzati dal giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    La continuazione richiede che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta una generica propensione a delinquere o un programma di vita criminale non predeterminato nei suoi episodi essenziali.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione è necessario accertare che, già al momento del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali; non è sufficiente una generica inclinazione criminale o una serialità di condotte non preordinate.
  • La prova del medesimo disegno criminoso può desumersi da indici quali omogeneità dei reati, contiguità spazio-temporale, identità del bene protetto, analogia del modus operandi, sistematicità e compartecipazione di soggetti, ma l'apprezzamento richiede una verifica concreta e complessiva, non la valorizzazione isolata di un solo indice.
  • L'accertamento della sussistenza della continuazione è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se la motivazione è adeguata, congrua e immune da vizi logici o travisamento dei fatti.
  • Le censure di legittimità devono confrontarsi con la ratio decidendi della decisione impugnata: sono inammissibili le doglianze meramente confutative o fondate su elementi estranei alle ragioni poste a base del provvedimento.
  • La ricaduta nel reato, da sola, è compatibile con l'idea di una proclività a delinquere e non dimostra l'esistenza di un unico disegno criminoso tra fatti distanziati nel tempo.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoSpaccioImpugnazioni
RamiParte generaleStupefacentiProcesso penaleEsecuzione penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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