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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44552/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione della condanna per guida in stato di ebbrezza con aggravante di aver provocato un incidente (in Rovigo il 01/11/2017). Il ricorrente deduceva l'illegittimità dell'attività di raccolta del consenso ai prelievi ematici e dell'avviso circa la facoltà di farsi assistere da un difensore, perché tale attività sarebbe stata svolta dai sanitari su presunta delega della polizia giudiziaria; si contestava la non delegabilità di tali incombenze (artt. 114 disp. att. e 356 c.p.p.) e la mancata corresponsione dell'avviso di nominare un difensore, nonché la nullità degli avvisi e dei relativi accertamenti

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per palese infondatezza. Ha ritenuto che il verbale della polizia stradale documentasse la richiesta agli operatori sanitari di procedere agli accertamenti urgenti e contenesse l'attestazione del consenso e degli avvisi ex art. 356 c.p.p.; la sottoscrizione dell'imputato è stata valutata come espressione di piena consapevolezza. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui l'avvertimento circa il diritto all'assistenza del difensore non richiede formule sacramentali, ma deve essere idoneo a raggiungere lo scopo informativo. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma richiamata come criterio di valutazione della cassazione; la Corte ha ritenuto che i motivi prospettati rientrassero nella fattispecie di manifesta infondatezza/inammissibilità

  • art. 348, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa in tema di nullità formali; la Corte non ha ritenuto che le presunte violazioni configurassero nullità tali da rendere inutilizzabili gli accertamenti

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato questa disposizione nel senso che l'avvertimento del diritto all'assistenza del difensore non richiede formule tassative, ma deve essere idoneo ad informare l'interessato della facoltà di nominare un difensore

  • art. 356 cod. proc. pen.

    Collegata all'esecuzione di atti urgenti e agli avvisi che la polizia giudiziaria deve fornire: la Corte ha ritenuto che l'atto unico redatto dalla polizia stradale contenesse le attestazioni richieste e la richiesta agli operatori sanitari, senza che fosse necessaria una formale delega scritta ai sanitari per la raccolta del consenso

Massime di principio

  • L'avvertimento del diritto all'assistenza di un difensore non necessita di formule 'sacramento' ma deve essere concreto e idoneo a informare il soggetto della facoltà di nominare un difensore
  • La polizia giudiziaria può documentare in un unico verbale la richiesta di accertamenti urgenti e l'avvenuta informazione/consenso, anche se gli esami sono materialmente eseguiti da sanitari; la mancanza di una formale delega scritta ai sanitari non determina automaticamente la nullità
  • La contestazione della firma o del consenso richiede elementi concreti volti a dimostrare l'inesistenza dell'avviso o del consenso; la mera eccezione generica è spesso insufficiente
  • Per ottenere l'annullamento degli accertamenti occorre dimostrare la lesione di una garanzia essenziale e il concreto pregiudizio processuale, non la sola irregolarità formale
  • La Corte di Cassazione è pronta a dichiarare inammissibile il ricorso quando i motivi risultano manifestamente infondati o ricondotti a questioni già pacifiche in giurisprudenza

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