Cassazione Penale, Sentenza n. 1181/2024 del 10/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza per vari motivi: contestava la responsabilità per il reato di estorsione (capo A26) sostenendo che la Corte di appello lo avesse ritenuto colpevole solo in ragione della posizione apicale e del rapporto di parentela con il coimputato Cannizzaro, senza prova di una condotta personale; denunziava l'applicazione automatica dell'aggravante di cui all'art. 416-bis (metodo mafioso) senza riscontro nella condotta concreta; contestava la qualificazione finalistico/aggregativa dell'aggravante (profili di interesse personale vs interesse della cosca); lamentava errori nel trattamento sanzionatorio, in particolare il calcolo degli aumenti per reati in continuazione e l'inclusione di aumenti relativi a capi prescritti o per i quali c'era stata assoluzione; e denunciava violazione del divieto di reformatio in peius e del giudicato parziale in relazione alla pena già irrevocabile per il reato associativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo limitatamente al trattamento sanzionatorio e inammissibile nel resto. Ha confermato la responsabilità dell'imputato per i reati contestati, compresa l'estorsione aggravata e l'aggravante mafiosa (valutando legittimo il riferimento al "metodo mafioso" anche quando l'allusione al potere della consorteria sia implicita, e ritenendo sufficiente il contributo agevolatore ai fini del concorso). In ordine al trattamento sanzionatorio la Corte ha rilevato la violazione del giudicato parziale: non poteva essere rimessa in discussione la pena inflitta per il reato associativo già irrevocabile né modificata l'ordine di gravità preso a base del calcolo. Pertanto la Cassazione ha annullato parzialmente con determinazione diretta della pena (ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. l) c.p.p.), rideterminandola: partendo dalla pena base per il reato associativo (anni 18) ed applicando gli aumenti riconosciuti dal primo giudice per i reati satellite, è pervenuta ad una pena complessiva di anni 25 e mesi 9, che, con la riduzione per il rito abbreviato, viene fissata in anni 17 e mesi 2 di reclusione (la multa di 6.000 euro risultava confermata nella motivazione).
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
La Corte conferma che il concorso di persone può fondarsi anche su un "contributo agevolatore" non necessariamente causale nella produzione dell'evento, purché apprezzabile e idoneo a rafforzare l'azione degli altri concorrenti.
art. 629, comma 2 cod. pen.
Il reato di estorsione può essere integrato da minacce anche implicite e contestuali; valutazione della minaccia va fatta tenendo conto del contesto, della personalità dell'agente e delle condizioni della vittima.
art. 416‑bis cod. pen.
L'aggravante "mafiosa" (metodo mafioso e finalità di agevolare l'associazione) può essere riconosciuta anche quando il riferimento al potere della consorteria è implicito, soprattutto in territori dove l'organizzazione è radicata; la finalità associativa si configura anche se l'agente persegue un interesse personale ma l'azione contribuisce agli scopi di controllo economico della cosca.
art. 624 e art. 627 cod. proc. pen.
Rilevati ai fini della formazione del giudicato parziale: la pena e la determinazione per un capo divenuto irrevocabile devono restare intangibili e non possono essere rimodulate dal giudice del rinvio nella misura in cui tale rimodulazione incida sul giudicato stesso.
art. 620, comma 1, lett. l) cod. proc. pen.
La Corte può, se non sono necessari ulteriori accertamenti, decidere direttamente la rideterminazione della pena senza disporre un nuovo rinvio; la decisione è consentita quando gli elementi di fatto sono già acquisiti e sufficienti per la determinazione.
art. 133 cod. pen.; artt. 627, 650, 656 cod. proc. pen.
Richiamati nei motivi difensivi relativi al calcolo delle pene, all'eventuale divieto di reformatio in peius e alla conservazione degli effetti del giudicato parziale; la Corte richiede rispetto della statuizione divenuta irrevocabile nel calcolo complessivo.
Massime di principio
- La responsabilità per reati commessi in contesto associativo può fondarsi non solo su una partecipazione attiva diretta ma anche su contributi "agevolatori" e sulla posizione apicale: il ruolo e i rapporti interni all'organizzazione sono elementi valutabili per ricondurre a responsabilità anche senza prova di azione materiale diretta.
- L'aggravante mafiosa (art. 416‑bis) può essere applicata anche quando l'adesione al "metodo mafioso" è implicita o allusiva; in territori con organizzazioni radicate il riferimento al potere della cosca può essere desunto dal contesto e dalle modalità delle condotte.
- La minaccia ai fini dell'estorsione può essere implicita: va valutata rispetto al contesto concreto (storia dei rapporti, ruolo dell'agente, vulnerabilità della vittima e capacità intimidatoria dell'organizzazione).
- Il giudicato parziale è vincolante: pene e statuizioni irrevocabili per singoli capi non possono essere rimesse in discussione dal giudice del rinvio in modo da incidere su quell'irrevocabilità; eventuali errori di calcolo degli aumenti per reati satellite vanno rettificati rispettando il perimetro del giudicato.
- La Corte di cassazione può rideterminare direttamente la pena (senza rinvio) quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, utilizzando gli elementi già acquisiti e le statuizioni dei giudici di merito.
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