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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24808/2025 del 08/09/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le Podda avevano impugnato l'occupazione da parte del Comune e chiedevano la restituzione del fondo e il risarcimento del danno per occupazioni senza titolo avvenute il 31.10.1979 e il 25.01.1986. La questione principale sottoposta alla Corte era se l'istituto dell'"acquisizione sanante" previsto dall'art. 42-bis del Testo Unico Espropriazioni (D.P.R. n. 327/2001) potesse operare anche in relazione a fatti anteriori all'entrata in vigore della norma e, in caso affermativo, se l'adozione del relativo provvedimento da parte del Comune determinasse l'improcedibilità delle domande di restituzione e risarcimento per sopravvenuta carenza di interesse ex art. 100 c.p.c.

La decisione

La Corte ha ritenuto superfluo esaminare i motivi di doglianza alla luce del provvedimento di acquisizione sanante adottato dal Comune ai sensi dell'art. 42-bis TUE. Ha affermato l'applicabilità dell'art. 42-bis anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore (salvo il limite del giudicato già formato sul diritto alla restituzione o sull'illiceità del comportamento della P.A. e sul conseguente diritto al risarcimento). Conseguentemente il giudizio è divenuto improcedibile e la Corte ha cassato senza rinvio le sentenze impugnate ai sensi dell'art. 382 c.p.c. Le spese sono compensate integralmente. La decisione si fonda su lettura testuale del comma 8 dell'art. 42-bis, su considerazioni teleologiche (finalità di eliminare le "espropriazioni indirette") e sulla valutazione della Corte costituzionale (sent. 71/2015) che ha ritenuto conforme a Costituzione l'applicazione anche ai fatti anteriori.

Norme richiamate

  • art. 42-bis TUE (D.P.R. n. 327/2001)

    "fatti anteriori" (comma 8)

    La Corte interpreta l'art. 42-bis come applicabile anche ai fatti anteriori all'entrata in vigore del Testo Unico, con effetto "ex nunc" di acquisizione sanante che preclude le domande di restituzione e risarcimento salvo giudicato già formato sulla restituzione o sull'illiceità e sul danno

  • art. 55 TUE (D.P.R. n. 327/2001)

    Norma che disciplina la determinazione delle indennità per occupazioni anteriori al 30.9.1996; la Corte ritiene che, per quanto generale, non escluda necessariamente l'applicabilità dell'art. 42-bis, rientrando nella logica del principio di specialità

  • art. 56 TUE (D.P.R. n. 327/2001)

    Richiamata a titolo di cornice normativa sulle indennità; non incompatibile con l'applicazione dell'art. 42-bis secondo la Corte

  • art. 57 TUE (D.P.R. n. 327/2001)

    Contiene esclusioni temporali per progetti già dotati di dichiarazione di pubblica utilità alla data di entrata in vigore del TUE; la Corte segnala che, pur rilevante, non impedisce l'applicazione dell'art. 42-bis per gli scopi speciali di quest'ultimo

  • art. 100 c.p.c.

    Norma processuale richiamata in rapporto all'eventuale improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse all'impugnazione: la Corte ha ritenuto che l'acquisizione sanante possa determinare tale improcedibilità

  • Corte costituzionale, sent. n. 71/2015

    La Corte costituzionale ha ritenuto compatibile con la Costituzione l'applicazione dell'art. 42-bis anche ai fatti anteriori e ha motivato l'intervento come risposta alla 'défaillance structurelle' denunciata dalla giurisprudenza CEDU; la Suprema Corte si è richiamata a questa pronuncia per sostenere l'operatività retroattiva dell'art. 42-bis

  • Corte costituzionale, sent. n. 77/2018

    Richiamata dalla Corte come riferimento per la valutazione dell'interesse processuale e per giustificare la compensazione delle spese alla luce del quadro giurisprudenziale

  • Cassazione, Sez. I, 31/05/2016, n. 11258

    Pronuncia che aveva affermato che l'acquisizione sanante deve essere adottata tempestivamente e comunque prima della formazione del giudicato; la Corte richiama quel principio ma conclude per una più ampia applicabilità dell'art. 42-bis

  • Corte EDU, sent. Scordino c. Italia (6 marzo 2007)

    Citata per il contesto europeo e per la nozione della 'défaillance structurelle' delle espropriazioni indirette che ha motivato l'intervento legislativo nazionale

Massime di principio

  • L'acquisizione sanante ex art. 42-bis TUE può operare anche in relazione a fatti verificatisi prima dell'entrata in vigore della norma, salvo che sia già formato un giudicato sulla restituzione del bene o sull'illiceità della condotta della P.A. e sul diritto al risarcimento
  • L'effetto dell'acquisizione sanante è "ex nunc": ripristina la legalità amministrativa e, una volta legittimamente adottata, rende improcedibili le domande di restituzione e risarcimento connesse al bene acquisito
  • Per valutare la validità dell'acquisizione sanante occorre verificare che l'atto sia stato adottato conformemente ai requisiti di legge (motivazione rafforzata delle esigenze di pubblico interesse, adozione tempestiva), ma la Corte è disposta ad applicare la norma anche a fatti antecedenti quando la scelta normativa sia conforme alla finalità di rimediare alle espropriazioni indirette
  • La formazione del giudicato rappresenta il limite principale: se prima dell'adozione dell'acquisizione sanante è intervenuta una sentenza definitiva che accerta il diritto del privato alla restituzione o l'illiceità della P.A. e il diritto al risarcimento, l'effetto preclusivo dell'art. 42-bis non opera
  • In controversie analoghe è opportuno controllare lo stato del procedimento (esistenza di giudicati), l'effettiva presenza e correttezza formale e sostanziale dell'atto di acquisizione sanante e la motivazione pubblicistica che giustifica l'acquisizione; queste verifiche stabiliranno se la domanda del privato è divenuta improcedibile
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il quadro giurisprudenziale è incerto e le ragioni delle parti risultino entrambe comprensibili alla luce degli sviluppi interpretativi delle Corti

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