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Sentenza

Sentenza n. 4198/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento della Determinazione dirigenziale n. 2426/A1400A del 14.12.2022 della Regione Piemonte – Sanità e welfare, ivi compreso l''Allegato n. 1, con cui sono stati determinati gli importi asseritamente dovuti dalla Impresa ricorrente; del Decreto del 6.10.2022 del Ministero della Salute; del Decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell''economia e delle finanze, 6.7.2022; dell'Accordo del 7.11.2019 Rep. Atti n. 181/CSR sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e ulteriori atti precisati nel ricorso.

Giustizia amministrativa202301739

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'adesione della ricorrente al meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dalla normativa sopravvenuta aveva fatto venir meno l'interesse alla decisione sul ricorso. La decisione è stata resa in via definitiva. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la sussistenza di giustificati motivi.

TAR Lazio - Roma, Sez. III QuaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti statali e regionale relativi alla certificazione del superamento del tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici negli anni 2015-2018 e alla conseguente applicazione del payback

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ricorrente, già proponente un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica poi trasposto in sede giurisdizionale, ha impugnato la determinazione dirigenziale della Regione Piemonte con la quale erano stati quantificati gli importi asseritamente dovuti, nonché i decreti ministeriali del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022, l'Accordo Stato-Regioni del 7 novembre 2019 e gli ulteriori atti indicati nel ricorso. Gli atti riguardavano il superamento del tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici e l'applicazione del meccanismo di payback per le annualità dal 2015 al 2018. Nel corso del giudizio, con memoria dell'11 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo aderito al meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118.

Norme richiamate

  • art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118

    la cessazione della materia del contendere

    Il meccanismo di risoluzione delle controversie relativo al payback, cui la ricorrente ha aderito, determina secondo il tenore letterale della legge la cessazione della materia del contendere.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non gli attribuisce uno specifico rilievo decisorio.

Massime di principio

  • L'adesione del ricorrente a un meccanismo legislativo di definizione o risoluzione della controversia, quando la legge collega espressamente a tale adesione la cessazione della materia del contendere, impone al giudice di dichiarare cessata la materia del contendere nel giudizio pendente.
  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, accompagnata dall'adesione al meccanismo normativo di definizione della controversia, giustifica la definizione del giudizio senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieDisciplina professionaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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