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Sentenza

Sentenza n. 680/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento ASPI/T1/06.08.2021/0006590/EU, a firma del Direttore del 1° Tronco – Genova di Autostrade per l'Italia, avente ad oggetto “parere negativo alla realizzazione di opere relative ad accesso carrabile con interessamento di particelle di proprietà autostrada, in corrispondenza dello svincolo esterno di Lavagna – alla Via Moggia”, nonché per l'annullamento di ogni atto precedente e/o presupposto, conseguente e/o connesso ed in particolare dello sconosciuto parere negativo del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, DGVCA/IUT di Genova, genericamente indicato nel parere negativo di Autostrade qui impugnato in via principale.

Giustizia amministrativa202200169

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il parere di Autostrade per l'Italia e il presupposto parere ministeriale. Le spese di giudizio sono state compensate, non essendovi opposizione delle parti resistenti.

TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: parere negativo di Autostrade per l'Italia sulla realizzazione di opere relative a un accesso carrabile, con interessamento di particelle di proprietà autostradale, presso lo svincolo esterno di Lavagna in corrispondenza di Via Moggia, nonché il presupposto parere ministeriale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (gestore autostradale e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il parere negativo adottato da Autostrade per l'Italia in relazione alla realizzazione di opere per un accesso carrabile, deducendo l'illegittimità dell'atto e degli atti presupposti o connessi, tra cui un parere negativo del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili indicato nel provvedimento principale. Le amministrazioni resistenti si sono costituite chiedendo il rigetto del ricorso. Successivamente, con memoria del 16 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal Collegio nell’ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato mediante collegamento telematico.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando non emergano ragioni per una diversa definizione del giudizio, comporta la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • In assenza di opposizione delle parti resistenti, la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere accompagnata dalla compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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