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Sentenza

Sentenza del 03/06/2024 n. 199 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Umbria

Avviso accertamento Tasi-Imu - Art. 59 d.lgs. n. 446/1997 - Applicabilità - Esenzione imposta - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento TASI/IMU relativo al 2016; la ricorrente sosteneva che gli immobili assoggettati all'accertamento fossero esenti ai sensi dell'art. 59 d.lgs. n. 446/1997 perché utilizzati da un ente non commerciale per attività culturali e sociali. La società proprietaria, una S.r.l. con prevalente riconducibilità al medesimo soggetto che utilizza l'immobile, aveva concesso in locazione gli immobili a canone simbolico al soggetto utilizzatore non commerciale. L'appellante ha inoltre dedotto l'inapplicabilità dell'art. 59 alla TASI/IMU e ha richiamato l'art. 9 del d.lgs. n. 23/11 (presunta rilevanza normativa a suo favore).

La decisione

L'appello è stato respinto. Il Collegio ha ritenuto che l'esenzione richieda la contemporanea sussistenza di due presupposti: (1) l'effettivo utilizzo dell'immobile da parte di un ente non commerciale che svolge attività culturali/sociali (presupposto ritenuto sussistente nella fattispecie, dato l'uso esclusivo e continuativo in virtù del contratto di locazione) e (2) la natura non commerciale del proprietario. Sul secondo punto il Collegio ha valorizzato la natura giuridica e statutaria della S.r.l., qualificandola come soggetto commerciale e, pertanto, precludendo l'applicazione dell'esenzione. Il fatto che la S.r.l. sia riconducibile al medesimo soggetto utilizzatore o che il canone sia simbolico non ha inciso sul giudizio: la forma societaria commerciale e lo statuto prevalgono. Si è richiamata la giurisprudenza della Corte di Cassazione (ex multis sent. 18838/06) che esclude l'esenzione per le società di capitali; per tali ragioni l'imposizione è stata confermata. Per la particolarità della fattispecie le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 59 d.lgs. n. 446/1997

    L'esenzione richiede la concomitanza di due presupposti: uso dell'immobile da parte di un ente non commerciale per attività culturali/sociali e natura non commerciale del proprietario; entrambe le condizioni sono necessarie anche ai fini di IMU/TASI.

  • art. 9 d.lgs. n. 23/11

    Richiamato dalla parte appellante con riferimento a questioni di disciplina tributaria, ma il Collegio non ha ritenuto che tale richiamo escluda l'applicabilità del principio della doppia condizione previsto dall'art. 59.

  • Cass. sent. 18838/2006 (giurisprudenza della Corte di Cassazione)

    Confermato il principio secondo cui le società, comprese le S.r.l. (dove le azioni sono sostituite da quote), sono escluse dall'esenzione per la loro intrinseca potenzialità lucrativa e natura commerciale; tale dictum è stato richiamato per escludere l'esenzione alla proprietaria S.r.l.

Massime di principio

  • L'esenzione prevista dall'art. 59 richiede due condizioni cumulative: l'effettivo utilizzo non commerciale dell'immobile e la natura non commerciale del proprietario; la mancanza anche di uno solo dei due presupposti esclude l'esenzione.
  • La natura giuridica e statutaria del proprietario prevale sulle valutazioni fattuali o sui rapporti interni (es. legami di controllo o canoni simbolici): una S.r.l. di norma preclude l'esenzione anche se l'utilizzatore è un ente non profit.
  • Il fatto che l'utilizzo sia continuativo ed esclusivo mediante contratto di locazione soddisfa il requisito dell'uso, ma non incide sull'eventuale commercialità del proprietario; canoni ridotti non modificano automaticamente lo status fiscale del possessore.
  • Per ottenere l'esenzione in casi analoghi è necessario che la proprietà sia intestata ad un soggetto giuridico non commerciale (es. ente non profit) o che la forma societaria e lo statuto esprimano effettivamente carattere non commerciale.
  • In presenza di controversie simili è utile documentare sia l'effettivo svolgimento di attività culturali/sociali sia la natura non commerciale del proprietario (statuto, assenza di finalità lucrative), oppure valutare misure di riorganizzazione della titolarità dell'immobile.

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