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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10019/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 09/09/2021 del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto del 29/07/2021 con cui il PM aveva convalidato il sequestro d'urgenza dell'autovettura BMW targa GF317CK nel procedimento a carico di Bonavoglia e altri per il reato di cui all'art. 589bis c.p. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 355 co. 2 c.p.p., motivazione apparente, mancato apprezzamento delle censure difensive e omessa motivazione sulla sussistenza dei presupposti per la misura cautelare reale, chiedendo l'annullamento dell'ordinanza impugnata. Successivamente è intervenuto il dissequestro dell'autovettura (decreto del 05/11/2021, comunicato il 25/11/2021), e il difensore ha comunicato la rinuncia al ricorso per sopravvenuta mancanza di interesse.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, essendo venuto meno l'oggetto del gravame a seguito del dissequestro dell'autovettura. Poiché la sopravvenuta carenza di interesse dipende da causa non imputabile al ricorrente, la dichiarazione di inammissibilità è stata pronunciata senza condanna al pagamento delle spese processuali né della sanzione pecuniaria. Il Pubblico Ministero aveva chiesto l'inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse; la Corte ha fatto riferimento a precedente giurisprudenza (Sez. 3, n. 8025/2012, Oliverio) a conforto del principio applicato.

Norme richiamate

  • art. 589bis cod. pen.

    Indica il titolo di reato nell'ambito del quale è stato effettuato il sequestro dell'autovettura; la norma identifica il fatto di reato oggetto del procedimento ma non è stata decisiva sul punto, essendo il ricorso dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse.

  • art. 355 co. 2 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per censurare la motivazione dell'ordinanza impugnata (presunta violazione dell'obbligo di motivazione). La Corte non ha esaminato il merito delle censure alla luce della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 23 co. 8 d.l. 137/2020

    Previsione procedurale utilizzata in udienza: il Pubblico Ministero ha presentato conclusioni scritte per l'udienza senza discussione orale ai sensi di questa disposizione.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 8025 del 25/01/2012 (Oliverio), Rv. 252910

    Sez. 3, n. 8025 del 25/1/2012, Oliverio, Rv. 252910

    Precedente richiamato per il principio che, quando l'inammissibilità (o dichiarazione di carenza di interesse) deriva da causa sopravvenuta non imputabile al ricorrente, non deve essere pronunciata condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • La sopravvenuta cessazione dell'interesse (es. dissequestro del bene oggetto del gravame) determina l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse: il giudice non entra nel merito delle censure.
  • Se la perdita dell'interesse deriva da causa non imputabile al ricorrente, la dichiarazione di inammissibilità non deve comportare condanna alle spese o sanzioni pecuniarie.
  • Il ricorrente e il difensore devono comunicare tempestivamente e documentare eventi sopravvenuti (es. decreto di dissequestro) che rendono inutile il proseguimento del gravame; ciò può essere formalizzato anche come rinuncia.
  • Le questioni sostanziali relative a motivazione e violazioni procedurali (es. art. 355 co. 2 c.p.p.) rimangono non decise se il ricorso è dichiarato inammissibile per mancanza di interesse; tali profili possono richiedere un diverso ricorso o azione se si vuole un accertamento di merito.
  • È utile, quando si propone ricorso cautelare collegato a misure reali, valutare la possibilità di interventi tempestivi (es. istanza di dissequestro o misure alternative) per non perdere l'interesse e per preservare la possibilità di ottenere una pronuncia sul merito.

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