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Ordinanza

Ordinanza n. 56/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento del Decreto del Commissario ad Acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Molise n. 26 del 7 marzo 2024 avente ad oggetto “Società Nuove Prospettive Via Roma n. 2 Busso (CB) – Struttura Residenziale Psichiatrica. Accreditamento Istituzionale. Provvedimenti” limitatamente all’art. 2 nella parte in cui prevede che per la contrattualizzazione con il Servizio Sanitario Nazionale è necessaria una procedura ad evidenza pubblica; nonché di tutti gli atti presupposti, conseguenziali o comunque connessi;

Giustizia amministrativa202400124

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Commissario ad acta n. 26 del 7 marzo 2024, limitatamente alla previsione secondo cui la contrattualizzazione con il Servizio sanitario nazionale richiede una procedura a evidenza pubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società cooperativa sociale ha impugnato, chiedendone l'annullamento parziale, il decreto del Commissario ad acta relativo all'accreditamento istituzionale di una struttura residenziale psichiatrica. La contestazione riguarda esclusivamente l'art. 2 del decreto, nella parte in cui subordina la contrattualizzazione con il Servizio sanitario nazionale allo svolgimento di una procedura a evidenza pubblica. Il testo dell'ordinanza non espone ulteriori motivi di ricorso né le specifiche censure di legittimità dedotte.

La decisione

Il Presidente del TAR ha adottato un'ordinanza interlocutoria e istruttoria, riservando ogni decisione al Collegio. Considerato l'obiettivo di razionalizzare i ruoli di udienza e di trattare nel merito soltanto i ricorsi per i quali permanga un interesse effettivo, ha ordinato alle parti costituite di depositare entro il 30 settembre 2026 una dichiarazione circa la permanenza dell'interesse alla decisione, l'eventuale sopravvenuta rinuncia, improcedibilità o cessazione della materia del contendere. In caso di persistente interesse, le parti devono inoltre indicare eventuali connessioni oggettive o soggettive con altri giudizi pendenti davanti al giudice amministrativo, in primo o secondo grado. Nessuna decisione è stata assunta sulla legittimità del decreto impugnato, sui motivi di ricorso o sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per l'adozione degli incombenti istruttori.

  • art. 8, comma 2, norme di attuazione del codice del processo amministrativo

    Richiamato in relazione alla funzionalità dell'ufficio giudiziario e alla corretta organizzazione dei ruoli di udienza.

  • art. 2, comma 2, c.p.a.

    Il giudice amministrativo e le parti cooperano per la realizzazione della ragionevole durata del processo

    Fondamento del dovere di cooperazione tra giudice e parti per individuare i giudizi che richiedono una effettiva trattazione e prevenire la trattazione di cause prive di interesse attuale.

Massime di principio

  • Nella gestione dei ricorsi pendenti, il giudice amministrativo può richiedere alle parti costituite di dichiarare se permanga l'interesse alla decisione di merito o se siano sopravvenute cause di rinuncia, improcedibilità o cessazione della materia del contendere, riservando ogni decisione definitiva al Collegio.
  • Quando le parti confermano l'interesse alla decisione, il giudice può richiedere indicazioni su eventuali connessioni oggettive o soggettive con altri giudizi pendenti, al fine di migliorare la razionalità della trattazione e la funzionalità dell'ufficio giudiziario.
  • Il principio di ragionevole durata del processo impone una cooperazione tra giudice e parti volta a concentrare i ruoli di udienza sui ricorsi che richiedono un'effettiva trattazione del merito.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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