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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18344/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva riformato parzialmente la sentenza di primo grado nei confronti degli imputati per reati fallimentari connessi al fallimento della societa Edil Restauri s.r.l. I ricorrenti deducono, tra l'altro: travisamento della prova e contraddittorieta' della motivazione, insufficienza del dolo e qualificazione errata dei fatti (dovrebbero essere bancarotta semplice o colposa e non dolosa), inutilizzabilita' di alcune dichiarazioni rese in sede di indagine ex art. 513 c.p.p., vizio di motivazione sulla qualificazione e sulla sussistenza delle condotte distrattive (operazione 'Ragnaia', vendita autocarri, operazione 'Centro Commerciale La Placa'), mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e contestazione di aumento per continuazione applicato in appello in violazione del divieto di reformatio in peius.

La decisione

La Corte di Cassazione rileva in via preliminare che, alla luce degli artt. 157, 160 e 161 c.p., si e' verificata la prescrizione dei reati oggetto di giudizio dopo la pronuncia di secondo grado e che compete al Collegio rilevare tale causa di estinzione del reato. La Corte ricorda altresi' che, ai sensi dell'art. 129, co. 2, c.p.p., puo' adottarsi una formula di proscioglimento per evidente insussistenza del fatto solo se la prova dell'innocenza risulta evidente dagli stessi atti della causa. Visto il carattere complesso della vicenda e l'impossibilita' di ritenere manifesta l'insussistenza dei fatti sulla base del solo controllo di legittimita', la Corte non procede ad un proscioglimento nel merito ma rileva l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione, con le conseguenti declaratorie e annullamenti delle statuizioni punitive derivanti dalla sentenza impugnata nella parte interessata dalla prescrizione. Non emergono, invece, i presupposti per una dichiarazione di assoluzione per non aver commesso il fatto.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La Corte applica il comma 2 richiamando il principio che consente, nel giudizio di cassazione, di pronunciare una formula di proscioglimento piu' favorevole solo se l'innocenza risulta evidente dagli stessi elementi posti a base della decisione impugnata

  • artt. 157, 160, 161 c.p.

    Richiamate in relazione alla determinazione del termine massimo di prescrizione e alla constatazione che la prescrizione si e' perfezionata dopo la sentenza di secondo grado, determinando l'estinzione del reato

  • art. 513 c.p.p.

    Richiamato dalle parti con riferimento all'inutilizzabilita' delle dichiarazioni rese in fase di indagine da soggetti che si sono sottratti all'esame dibattimentale; la Corte solleva il tema come censura ma la valutazione nel merito dipende dal sindacato di legittimita'

  • art. 219 l. fall.

    Citato con riferimento alla continuazione e agli aumenti di pena per reati fallimentari; la parte censura l'aumento operato in appello rispetto al primo grado

  • art. 62 n. 4 c.p. e art. 62-bis c.p.

    Richiamati dai ricorrenti nell'ambito delle doglianze sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e sulla valutazione delle pregresse vicende personali

Massime di principio

  • Quando la prescrizione del reato si perfeziona dopo la pronuncia di secondo grado, la Corte di Cassazione deve rilevare d'ufficio la causa di estinzione del reato e provvedere di conseguenza, anche se il ricorso non e' manifestamente infondato
  • La Corte puo' emettere una formula di proscioglimento per evidente insussistenza del fatto (art.129 c.p.p.) solo se l'innocenza e' manifesta sulla base degli stessi atti e delle stesse valutazioni poste a fondamento della sentenza impugnata; nei casi complessi, quando cioe' non e' possibile determinare l'insussistenza in modo evidente nel solo controllo di legittimita', si deve limitare a constatare l'estinzione per prescrizione senza pronunciarsi sull'innocenza
  • Le censure processuali rilevanti (es. utilizzabilita' di dichiarazioni ex art. 513 c.p.p., travisamento della prova, mancata considerazione di attenuanti) vanno formulate con riferimento agli atti e alle motivazioni di merito: in cassazione il sindacato e' limitato ai vizi di legittimita', salvo che dagli atti non emerga in modo lampante l'errore
  • In ricorsi per reati fallimentari dove sono contestate molteplici operazioni complesse, la strategia difensiva utile e' dimostrare la mancanza del dolo o la natura lecita delle operazioni attraverso documentazione che evidenzi tracciabilita' delle somme, corrispondenza dei contratti all'oggetto sociale, intervento e valutazione degli istituti di credito e atti formali che possano far ritenere plausibile l'operativita' economica
  • Avverso decisioni di appello che abbiano variato la quantificazione della continuazione o della pena, va verificata la violazione del divieto di reformatio in peius: ogni aumento in peius rispetto alla statuizione favorevole all'appellante e' contestabile, salvo che l'appellante stesso abbia chiesto il riesame su quella specifica posizione
  • Se si vuole ottenere una pronuncia di proscioglimento in cassazione per evidente insussistenza, la difesa deve puntare a mettere in evidenza fatti e documenti gia' presenti nel fascicolo processuale che dimostrino in modo palese la carenza dell'elemento materiale o soggettivo del reato, poiche' non sono ammesse nuove indagini in questa sede

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