Sentenza n. 373/2026 - Venezia, Sezione 2
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dal Comune di Cortina d’Ampezzo nell’ambito della conferenza di servizi decisoria indetta, ai sensi degli artt. 14-bis, comma 7, e 14-ter della legge 241/1990, con provvedimento prot. 11388 del 10 ottobre 2025 – a seguito di istanza, prot. REP_PROV_BL/BL-SUPRO 41089 dell’8 febbraio 2024, Pratica SUAP n. 13456100158-01022024-1430, come integrata in data 5 novembre 2024, volta al conseguimento del permesso di costruire ai sensi del d.P.R. 160/2010 e della l.r. 55/2012 per la riqualificazione del complesso immobiliare turistico-ricettivo “Ex motel AGIP- Hotel Dolomiti” – e non conclusa entro il termine fissato dalla legge; nonché per la condanna dell’amministrazione resistente a provvedere alla conclusione della conferenza di servizi mediante l’adozione degli atti e dei provvedimenti necessari al fine di darvi corretto ed integrale adempimento;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio inadempimento del Comune di Cortina d’Ampezzo sulla conclusione della conferenza di servizi decisoria relativa al progetto di riqualificazione, ristrutturazione e ampliamento dell’Hotel Dolomiti, ex Motel AGIP
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha agito per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune nell’ambito della conferenza di servizi decisoria indetta ai sensi degli artt. 14-bis, comma 7, e 14-ter della legge n. 241/1990, nonché per la condanna dell’amministrazione a concludere la conferenza mediante l’adozione degli atti necessari. La conferenza era stata avviata a seguito di un’istanza presentata tramite SUAP per il conseguimento del permesso di costruire relativo alla riqualificazione del complesso turistico-ricettivo, ma non risultava conclusa entro il termine previsto dalla legge.
La decisione
Nel corso del giudizio, la ricorrente ha comunicato che il Comune, con provvedimento del 7 gennaio 2026, aveva concluso positivamente la conferenza di servizi decisoria relativa al progetto dell’Hotel Dolomiti. La ricorrente ha pertanto dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio e ha concordato con il Comune la compensazione delle spese. Il TAR ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., compensando le spese di giudizio tra le parti.
Norme richiamate
artt. 14-bis, comma 7, e 14-ter l. 241/1990
Disciplinano la conferenza di servizi decisoria nell’ambito della quale la ricorrente lamentava il mancato tempestivo completamento del procedimento.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nella fattispecie, l’interesse è venuto meno perché l’amministrazione ha concluso la conferenza di servizi durante il giudizio.
Massime di principio
- La conclusione del procedimento amministrativo oggetto di un’azione avverso il silenzio, intervenuta nel corso del giudizio, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione quando l’amministrazione abbia adottato l’atto o compiuto l’attività richiesta dal ricorrente.
- Quando il ricorrente dichiara, a seguito della conclusione del procedimento, di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, il ricorso avverso il silenzio deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse non comporta necessariamente una pronuncia sulla legittimità originaria del silenzio, se il procedimento amministrativo è stato concluso prima della decisione.
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