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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31630/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

CAV aveva impugnato la sentenza della C.T.R. Veneto che aveva rigettato il ricorso avverso l'avviso di scadenza n.66/2019 emesso da ABACO (concessionario del Comune di Martellago) per la Tosap 2019 relativa ai sovrappassi del Passante di Mestre. CAV deduceva, tra l'altro, l'esistenza di un giudicato favorevole precedente tra le stesse parti, la mancata sussistenza del presupposto impositivo (perchè l'opera sarebbe rimasta demaniale e ad uso pubblico), l'applicabilità dell'esenzione di cui all'art.49 d.lgs. 507/1992 e la qualifica di societa in house, esentante dalla tassa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: successivamente all'impugnazione dell'avviso di scadenza la ricorrente ha impugnato un avviso di accertamento (n.59/22) che ha integralmente sostituito l'avviso di scadenza, concentrando su di sé la pretesa impositiva. La giurisprudenza di legittimità consente l'impugnazione anche di atti non tipici, ma quando venga poi emesso l'atto tipico/autoritativo l'interesse sul prodromico viene meno e il giudizio relativo a quest'ultimo è destinato a perdere rilevanza. Sono compensate le spese; non è dovuto il cosiddetto doppio contributo unificato.

Norme richiamate

  • legge n. 244/2007

    Richiamata per la disciplina istitutiva e per la qualificazione del rapporto concessorio che ha originato la posizione di CAV; utilizzata per discutere la riferibilità dell'occupazione al concessionario.

  • d.lgs. 507/1992

    Norma che individua il presupposto impositivo della Tosap (occupazione di spazi pubblici). La sentenza conferma che l'occupazione a mezzo di infrastrutture può essere imputata al concessionario se questi esercita autonomia gestionale e funzioni esecutive dell'opera.

  • d.lgs. 507/1992

    Prevede esenzioni per occupazioni effettuate da enti pubblici. La Corte ha ritenuto che, nella fattispecie, non sussista l'esenzione perché la società concessionaria agisce in autonomia gestionale e non rientra nell'ambito delle esenzioni richiamate.

  • d.lgs. 546/1992

    Elencazione tassativa degli atti impugnabili ma suscettibile di interpretazione estensiva. Utilizzata per chiarire che anche atti non tipici (es. avvisi di scadenza) possono essere oggetto di impugnazione, pur rimanendo assorbiti dall'eventuale successivo atto tipico (avviso di accertamento).

  • d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163

    Richiamato per sostenere che il concessionario può essere esecutore della progettazione e realizzazione dell'opera e titolare del diritto di gestione/sfruttamento per la durata della concessione, giustificando l'assoggettabilità alla Tosap.

  • codice civile

    art. 822 e ss.; art. 2909

    Articoli richiamati nelle doglianze della ricorrente relative alla disciplina dei rapporti di proprietà/demanio e al presunto giudicato esterno. La Corte ha ritenuto irrilevante per impedire la rinnovata esegesi della norma tributaria da parte del giudice.

  • d.lgs. n. 175/2016 (T.U.S.P.)

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere la qualifica di societa in house e, quindi, la possibile assimilazione a ente pubblico ai fini dell'esenzione; la Corte non ha accolto tale qualificazione come esimente nella fattispecie.

  • Costituzione

    Principi costituzionali invocati per giustificare un'interpretazione estensiva della possibilità di impugnare atti che espongono il contribuente a pretese tributarie, a tutela del diritto di difesa e del buon andamento dell'amministrazione.

  • D.P.R. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha ritenuto che, trattandosi di inammissibilità sopravvenuta, non operi l'obbligo del doppio contributo unificato per il ricorrente.

Massime di principio

  • L'avviso di scadenza (atto prodromico o atipico) è impugnabile, ma se successivamente viene emesso e impugnato l'avviso di accertamento (atto tipico e autoritativo) quest'ultimo concentra la cognizione e rende privo di interesse il giudizio sul primo atto.
  • La notifica di un atto impositivo tipico (es. avviso di accertamento) sostituisce l'atto prodromico e provoca la caducazione d'ufficio di quest'ultimo ai fini del contenzioso; chi impugna dovrebbe prioritariamente considerare il nuovo atto.
  • La qualifica di concessionario può comportare l'imputazione al concessionario della occupazione ai fini Tosap anche se la proprietà formale è demaniale: rileva la funzione gestionale e l'autonomia esercitata durante la durata della concessione.
  • Le esenzioni di cui all'art.49 d.lgs. 507/1992 sono applicate in base alla reale natura pubblica dell'occupante; la semplice partecipazione pubblica al capitale non basta automaticamente a garantire l'esenzione se la società agisce con autonomia gestionale.
  • Il ricorso fondato su un precedente giudicato inter partes non impedisce a un diverso giudice di effettuare una nuova interpretazione della norma tributaria; il giudicato esterno non ha efficacia assoluta quando si tratta di interpretazione giuridica.
  • Proceduralmente, se si impugna un atto prodromico è opportuno verificare tempestivamente l'eventuale emanazione di atti successivi autoritativi: in caso di emissione di un atto tipico, l'impugnazione sul prodromico può diventare priva di oggetto e comportare l'inammissibilità o l'estinzione del giudizio.

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