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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34106/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per rescissione del giudicato avverso la sentenza del Tribunale di Milano del 18/07/2019. La ricorrente denunciava violazione dell'art. 629-bis c.p.p. per mancata conoscenza del procedimento a suo carico, deducendo che l'avv. Paglino, nominato difensore di fiducia all'atto dell'identificazione (23/06/2015), non aveva contattato l'assistita, risultando assente all'udienza del 14/01/2019 e avendo successivamente dismesso il mandato il 21/03/2019. Si contestava inoltre che in data 23/06/2019 era stato eseguito un titolo custodiale nei confronti della ricorrente per altra causa e che nel processo non risultava verificata la perduranza dello stato custodiale; in sintesi mancavano condotte positive della ricorrente da cui desumere la sua consapevole sottrazione al processo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha confermato che la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto esistente l'informazione del procedimento a carico della ricorrente, in particolare per la dettagliata informativa resa all'identificazione e per la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio, presso il quale era stato notificato il decreto di citazione a giudizio il 21/09/2018. La Corte ha ritenuto non provata la mancata instaurazione del rapporto professionale e ha ritenuto che, anche se sussistesse, la mancata conoscenza sarebbe dipesa da volontaria sottrazione. Ha richiamato la giurisprudenza che fa salvo l'onere di allegazione da parte del condannato di circostanze concrete che dimostrino l'assenza di conoscenza non imputabile a colpa. Conseguentemente la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La norma relativa alla rescissione del giudicato è stata interpretata nel senso che il ricorso per rescissione per mancata conoscenza del processo richiede la prova che l'imputato non abbia avuto conoscenza della celebrazione del processo e che tale mancata conoscenza non sia dipesa da colpevole disinteresse. La nomina di un difensore con elezione di domicilio e la notificazione presso il difensore costituiscono indici rilevanti di conoscenza.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, n. 13236 del 23/03/2022, Piunti, Rv. 283019)

    Principio richiamato dalla Corte: la nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio e la successiva rinuncia al mandato costituiscono indici di effettiva conoscenza del processo; spetta al condannato allegare fatti specifici che dimostrino la mancata conoscenza non imputabile a sua colpa.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio e la notificazione degli atti presso tale domicilio costituiscono un forte indizio di conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
  • Per ottenere la rescissione del giudicato per mancata conoscenza (art. 629-bis c.p.p.) il ricorrente deve allegare e, se possibile, provare circostanze concrete che dimostrino l'assenza di conoscenza e che questa non sia dovuta a colpevole disinteresse: deduzioni generiche non sono sufficienti.
  • La rinuncia successiva del difensore al mandato non annulla automaticamente la presunzione di conoscenza se la notificazione degli atti è avvenuta al domicilio eletto in precedenza.
  • Se l'interessato era sottoposto a misure custodiali, è importante dimostrare documentalmente lo stato di effettiva impossibilità a ricevere o prendere conoscenza degli atti (es. certificazioni carcerarie, atti di giustizia relativa a trasferimenti), altrimenti il giudice può ritenere che la mancata conoscenza sia dovuta a disinteresse.
  • In sede di impugnazione è essenziale fornire elementi probatori (messaggi, testimonianze, ricevute di notifica, comunicazioni al difensore) che attestino mancate comunicazioni o impossibilità oggettive di partecipare, per superare la presunzione di conoscenza derivante dalla nomina del difensore e dalle notifiche formalmente eseguite.

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