Sentenza del 21/07/2015 n. 15297 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione, ai fini IRPEG e IRAP per il 1998, una plusvalenza di lire 11.204.236.000 relativa alla vendita di tre motonavi. Secondo l'Ufficio, la contribuente avrebbe realizzato un piano elusivo mediante la risoluzione anticipata dei contratti di leasing, la vendita delle navi a una società maltese asseritamente consociata e la successiva rivendita a società cipriote, trasferendo così la plusvalenza e il relativo carico fiscale all'estero. La contribuente contestava l'esistenza di collusione, controllo societario e abuso del diritto, nonché l'imputazione temporale della plusvalenza.
La decisione
La CTP aveva accolto il ricorso della contribuente e la CTR Emilia-Romagna aveva annullato l'accertamento, ritenendo non provati gli elementi dell'operazione elusiva. L'Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione con sei motivi, contestando, tra l'altro, la valutazione delle presunzioni, l'applicazione dell'art. 37, comma 3, del D.P.R. n. 600/1973, il rilievo attribuito al giudizio penale e l'imputazione della plusvalenza all'anno 1998. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: alcuni motivi sono stati dichiarati inammissibili per difetti formali del ricorso o per quesiti astratti, mentre le doglianze sono state comunque ritenute infondate. È stata confermata l'insufficienza degli elementi per dimostrare la natura fittizia o elusiva delle operazioni e l'Agenzia è stata condannata al pagamento di 18.000 euro di spese, oltre al 15% per spese forfettarie.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37, comma 3
Consente all'Amministrazione finanziaria di imputare al contribuente i redditi formalmente intestati ad altri soggetti quando ricorrano interposizione o elementi elusivi, ma l'assunto deve essere provato anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti.
Codice civile, artt. 2697, 2727 e 2729
L'onere della prova grava sulla parte che intende far valere il fatto costitutivo della propria pretesa; le presunzioni semplici sono utilizzabili solo se fondate su elementi gravi, precisi e concordanti. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto insufficienti gli elementi addotti dall'Ufficio.
Codice di procedura civile, art. 360, n. 5
Il vizio di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione deve essere dedotto indicando con precisione il fatto controverso e decisivo e le ragioni dell'inidoneità della motivazione.
Codice di procedura civile, art. 366-bis
Per i ricorsi soggetti alla disciplina temporale applicabile alla causa, imponeva un quesito di diritto specifico e, per il vizio motivazionale, un apposito momento di sintesi. La mancata formulazione o l'astrattezza del quesito determinavano l'inammissibilità del motivo.
Codice penale, art. 654
La sentenza penale non determina automaticamente l'esito del giudizio tributario, che resta autonomo. Tuttavia, il giudice tributario può considerare la decisione penale come elemento indiziario, senza attribuirle valore decisivo.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 54
Disciplina la determinazione delle plusvalenze e la loro imputazione fiscale. La questione dell'anno di competenza delle plusvalenze relative a due motonavi è stata ritenuta assorbita, poiché il ricorso dell'Agenzia è stato comunque rigettato.
Sesta direttiva n. 77/388/CEE
È stata richiamata dall'Agenzia in relazione all'abuso del diritto, ma il relativo motivo è stato dichiarato inammissibile perché formulato mediante un quesito generale e astratto, non collegato adeguatamente ai fatti della controversia.
Massime di principio
- La presenza di società estere situate in Paesi a fiscalità privilegiata non dimostra, da sola, l'esistenza di un'operazione elusiva o di interposizione: occorrono elementi concreti sui rapporti di controllo, sulla collusione e sull'assenza di effettiva autonomia economica.
- L'Amministrazione finanziaria può fondare l'accertamento su presunzioni, ma queste devono essere gravi, precise e concordanti; non è sufficiente una ricostruzione basata su collegamenti societari solo ipotizzati o su una sequenza negoziale considerata anomala.
- Quando il giudice di merito esamina la documentazione contrattuale e fornisce una motivazione logica sulle ragioni per cui gli indizi non sono sufficienti, la valutazione non è facilmente censurabile in Cassazione.
- Il giudizio tributario è autonomo rispetto a quello penale: un'assoluzione o un proscioglimento non chiudono automaticamente la controversia fiscale, ma possono essere valutati come elementi di supporto insieme agli altri dati probatori.
- I motivi di ricorso per Cassazione devono essere specifici e formalmente completi. Quesiti generici, astratti o non collegati alla concreta fattispecie possono essere dichiarati inammissibili senza esame nel merito.
- Per contestare un'operazione come abusiva o elusiva occorre dimostrare non solo il vantaggio fiscale, ma anche l'assenza di valide ragioni economiche e la concreta artificiosità dell'operazione.
- La corretta imputazione temporale di una plusvalenza deve essere valutata secondo le regole fiscali applicabili e la natura dell'operazione; il momento del pagamento non coincide necessariamente con quello di competenza del reddito.
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