Cassazione Penale, Sentenza n. 29068/2022 del 22/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia in carcere applicata al DRAGO per il delitto di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e reati connessi. Il ricorrente contestava la violazione di legge e la manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione (art.606 comma 1 lett. e) c.p.p.), sostenendo che il giudice di merito non avesse valutato autonomamente le fonti probatorie, avesse dato rilievo a elementi episodici (in particolare il trasporto di hashish del 27 agosto 2018) senza provare un coinvolgimento strutturale nel sodalizio e non avesse considerato il "tempo silente" come segno di recisione dei legami criminali, rendendo sproporzionata la misura custodiale rispetto a misure meno afflittive.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi sostenendo che il giudice del riesame aveva adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sulla base di intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese, servizi di osservazione, perquisizioni, sequestri e arresti (incluso l'arresto del 2018 per il trasporto di 242 kg di hashish). La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale circa il ruolo operativo e fiduciario del DRAGO (trasportatore), i rapporti stabili con i vertici del sodalizio (in particolare con BATTAGLIA Antonino) e i segnali di assistenza economica e legale dai "fratuzzi", ritenuti indicatori dell'adesione organica all'associazione. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della presunzione di adeguatezza della custodia carceraria per i reati associativi (art.275 comma 3 c.p.p.), valutando il tempo trascorso ("tempo silente") ma ritenendolo non idoneo a dimostrare la recisione dei legami, anche alla luce della personalità dell'indagato e dei precedenti. Ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art.606 comma 1 lett. e) c.p.p.
Norma processuale che disciplining i motivi di ricorso per cassazione; il ricorso denunciava violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione ai sensi di questa disposizione. La Corte ha ritenuto il motivo infondato poiché non sussisteva un vizio della motivazione nei termini richiesti.
art.73 DPR 309/90
Norma del Testo Unico sugli stupefacenti relativa ai delitti (traffico, detenzione a fini di spaccio). La contestazione penale e la valutazione della gravità indiziaria si riferivano a tali disposizioni come reati "fine" dell'associazione.
art.74 DPR 309/90
Prevede l'aggravante dell'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; richiamata nel contesto della qualificazione del fatto associativo e delle sanzioni applicabili.
art.275 comma 3 c.p.p.
Previsione sulla presunzione relativa dell'esistenza delle esigenze cautelari per i delitti associativi e sull'adeguatezza della custodia in carcere; la Corte ha confermato che, in mancanza di elementi che dimostrino la recisione del vincolo, opera la presunzione e la custodia carceraria č adeguata.
art.192 comma 3 c.p.p.
Regola i riscontri delle intercettazioni; la Corte ha richiamato il principio secondo cui le intercettazioni, anche fra terzi, possono costituire prova diretta se gravi, precise e concordanti, senza necessità di ulteriore riscontro.
Legge 47/2015
Riforma che ha inciso sulla disciplina delle misure cautelari (art.275 c.p.p.); la Corte ha considerato la portata della riforma nella valutazione della presunzione e del peso del tempo trascorso tra fatti e provvedimenti.
Massime di principio
- In sede di cassazione contro misure cautelari personali il sindacato è limitato: la Corte non può riesaminare i fatti ma valuta solo vizi di diritto o manifesta illogicità della motivazione.
- Le intercettazioni ambientali e telefoniche, se gravi, precise e concordanti, possono costituire fonte diretta di indizi anche senza riscontri esterni, purché il giudice motivi in modo logico il loro significato probatorio.
- L'aiuto economico o l'assistenza legale fornita da membri di un gruppo a un indagato o alla sua famiglia può essere valutata come indice di appartenenza stabile al sodalizio se emerge come parte di un vincolo di solidarietà riconducibile all'attività criminosa e non come mero favore personale.
- Per i reati associativi opera una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia in carcere: spetta alla difesa fornire elementi concreti che dimostrino la recisione dei legami o l'assenza dei pericoli affinché la presunzione venga superata.
- Il "tempo silente" tra un episodio criminoso passato e l'adozione di una nuova misura cautelare può concorrere a dimostrare la cessazione dei legami criminali, ma deve essere valutato nel contesto complessivo (precedenti, condotte successive, rapporti residui); non è sufficiente da solo quando emergono altri indici di persistenza del vincolo.
- Il ruolo operativo (es. trasportatore di ingenti quantitativi) e i rapporti di fiducia con i vertici dell'organizzazione costituiscono elementi rilevanti per ravvisare la partecipazione organica all'associazione, specialmente se inquadrati in un quadro probatorio complessivo fatto di intercettazioni, sequestri e dichiarazioni.
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