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Ordinanza

Ordinanza n. 243/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600433

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di CIG ordinaria e silenzio-rigetto del ricorso amministrativo proposto contro il diniego

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa)

Prevale il privato

La controversia

L'impresa ha impugnato il provvedimento con cui l'INPS ha respinto la domanda di CIG ordinaria, nonché il silenzio-rigetto formatosi sul ricorso amministrativo. In sede cautelare ha rappresentato di avere puntualmente riscontrato la richiesta di integrazione istruttoria dell'INPS, fornendo elementi relativi alla prognosi di rientro produttivo, alle interlocuzioni sindacali e all'iter di ripristino seguito a un evento incendio. Ha inoltre dedotto il pregiudizio derivante dall'intimazione di pagamento della contribuzione relativa alle ore di integrazione salariale.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e sospeso il provvedimento impugnato. Ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris poiché, a fronte dell'integrazione istruttoria richiesta dall'INPS e del puntuale riscontro dell'impresa, la motivazione del diniego appariva prima facie inadeguata rispetto ai fatti complessivamente rappresentati, in particolare con riguardo alla prognosi di rientro produttivo, alle interlocuzioni sindacali e al ripristino dell'attività dopo l'incendio. Ha ritenuto sussistente anche il periculum in mora, valorizzando l'intimazione di pagamento della contribuzione relativa alle ore di integrazione salariale. Ha condannato l'INPS alle spese della fase cautelare, liquidate in 500 euro oltre accessori, e fissato l'udienza pubblica per il 10 marzo 2027.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora; il TAR li ha ritenuti entrambi sussistenti e ha sospeso il provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris sussiste quando la motivazione di un diniego amministrativo appare prima facie inadeguata rispetto agli elementi istruttori e alle rappresentazioni fattuali puntualmente forniti dall'interessato nel procedimento.
  • Quando l'amministrazione richiede un'integrazione istruttoria e l'interessato vi adempie fornendo elementi rilevanti, il successivo diniego deve confrontarsi adeguatamente con tali elementi; il loro mancato o insufficiente esame può giustificare la sospensione cautelare dell'atto.
  • L'intimazione di pagamento connessa agli effetti economici del provvedimento impugnato può integrare il periculum in mora necessario per la tutela cautelare, se evidenzia un pregiudizio attuale per il destinatario.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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