Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1066/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le ricorrenti, terze interessate, avevano chiesto la revoca della confisca di beni a loro intestati (disposta ai sensi dell'art. 12-sexies d.l. n. 306/1992, ora art. 240-bis c.p.) sostenendo di essere le titolari effettive dell'impresa familiare 'Bellinvia Carmela' e non meri prestanome. Hanno prodotto elementi difensivi (documenti, testimonianze, consulenze tecniche e relazioni dell'amministrazione giudiziaria) volti a dimostrare la lecita provenienza dei beni e l'assenza di collegamento tra l'accrescimento patrimoniale e l'attività criminale di Salvatore OFRIA. Il GIP aveva rigettato le istanze richiamando integralmente la motivazione del GUP e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ritenendo i beni riconducibili all'OFRIA e sussistente la sproporzione tra redditi leciti e patrimonio. Le ricorrenti hanno impugnato per via ordinaria e poi ex artt. 676 e 667 c.p.p., denunciando in particolare mancata o insufficiente motivazione e omissione di valutazione degli elementi di prova prodotti, nonché l'ignoranza di acquisizioni processuali successive che avrebbero ridimensionato il ruolo apicale attribuito all'OFRIA.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso perché il giudice dell'esecuzione non ha fornito il necessario riscontro motivazionale alle molteplici e documentate eccezioni difensive, limitandosi a riprodurre meccanicamente la motivazione del giudice di cognizione, senza affrontare i nuovi elementi prodotti e senza considerare che la definitiva esclusione del ruolo apicale di OFRIA era già stata pronunciata da questa Corte in una sentenza anteriore. Per questo motivo la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale di Messina - Ufficio G.I.P. per un nuovo esame che prenda in considerazione tutti gli elementi forniti dalla difesa.

Norme richiamate

  • art. 12-sexies d.l. n. 306/1992 (ora art. 240-bis c.p.)

    Norma sulla confisca allargata utilizzata come fondamento dell'ablazione patrimoniale; la Corte richiama che l'accertamento dell'illecita provenienza richiede valutazione concreta e motivata degli elementi di prova anche quando si agisce in sede di esecuzione

  • art. 611 c.p.

    Richiamato nel testo per la condanna subita dall'OFRIA (reato di estorsione), come elemento fattuale inserito nella motivazione del giudice di merito

  • art. 7 l. n. 203/1991

    Aggravante richiamata in relazione alla condanna per estorsione; rilevanza ai fini del quadro indiziario posto a fondamento della confisca

  • artt. 676 e 667, comma 4, c.p.p.

    Norme procedurali utilizzate per qualificare e definire il tipo di impugnazione proposta dalle terze interessate avverso il provvedimento di esecuzione

  • art. 125 c.p.p.

    Richiesto rispetto del principio di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non abbia ottemperato al dovere di motivare specificamente il rigetto delle argomentazioni difensive

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    Principio costituzionale connesso al diritto ad una decisione motivata; invocato per lamentare la carenza motivazionale del provvedimento impugnato

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve valutare e motivare specificamente ogni elemento di prova nuovo o prodotto in sede di incidente di esecuzione; non può limitarsi a riprodurre meccanicamente la motivazione del giudice di cognizione
  • La mancata considerazione motivata delle argomentazioni difensive costituisce vizio tale da determinare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame
  • La difesa deve essere autosufficiente: produrre documenti, testimonianze e consulenze tecniche è essenziale per contestare la riconducibilità dei beni e la tesi della mera intestazione fittizia
  • Le pronunce successive di legittimità che incidono su profili centrali (es. esclusione del ruolo apicale di un imputato) devono essere valutate dal giudice dell'esecuzione e, se rilevanti, possono incidere sulla sussistenza dei presupposti per la confisca
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, se contraddette da elementi o investigazioni difensive, richiedono un esame critico e motivato da parte del giudice, senza assunzione automatica di veridicità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.