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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21068/2023 del 17/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della responsabilità penale per appropriazione indebita, articolando quattro motivi: 1) violazione dell'art. 603 c.p.p. per la mancata acquisizione di un video girato da un testimone la sera del 22/10/2015, ritenuto decisivo poiché mostrerebbe movimenti indicanti la presenza di qualcuno all'interno del chiosco; 2) vizio di motivazione e incompletezza probatoria per la mancata acquisizione di immagini ritenute rilevanti e poi scomparse; 3) vizio di motivazione per presunta contraddittorietà nella valutazione diretta dei filmati da parte dei giudici; 4) violazione dell'art. 595 c.p.p. per la mancata pronuncia di inammissibilità dell'appello incidentale della parte civile, ritenuta proposto da soggetto non più legittimato.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela intervenuta e accettata durante il procedimento di cassazione e, in conseguenza, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il Procuratore Generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio per estinzione del reato. Non essendovi diverse pattuizioni, la Corte ha comunque condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali. Le questioni relative alla prova documentale e alla motivazione non sono state esaminate nel merito a causa dell'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 603 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per lamentare la mancata acquisizione del video; la Corte non si è pronunciata sul merito della questione in quanto ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela.

  • art. 595 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla mancata pronuncia di inammissibilità dell'appello incidentale della parte civile; anche questa censura non è stata esaminata nel merito perché sopravvenuta l'estinzione del reato.

  • art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020

    Norma richiamata per la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto (misure emergenziali COVID): il procedimento di cassazione è stato trattato secondo le forme previste da tale disposizione.

  • art. 8 D.L. 198/2022

    Richiamato insieme all'art. 23 co. 8 D.L. 137/2020 per le regole procedurali adottate nella trattazione scritta del ricorso.

  • Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Rv. 227681)

    Principio delle Sezioni Unite richiamato: la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata estingue il reato; tale estinzione prevale su eventuali questioni di inammissibilità e deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto.

Massime di principio

  • La remissione di querela validamente intervenuta e accettata durante il procedimento di cassazione estingue il reato e impone la declaratoria di estinzione da parte della Corte di Cassazione, con annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela prevale su questioni procedurali o di ammissibilità sollevate nel ricorso, per cui esse possono rimanere inesaminate se l'estinzione è rilevabile.
  • Per produrre l'effetto estintivo in Cassazione la remissione deve essere tempestiva e l'accettazione dell'imputato deve risultare dagli atti: è essenziale documentare correttamente tale accettazione.
  • Anche quando il reato è estinto, il giudice può comunque pronunciare la condanna alle spese processuali salvo diverse pattuizioni; quindi l'annullamento non esclude sempre oneri economici a carico dell'imputato.
  • Le contestazioni probatorie (es. mancata acquisizione di video) perdono rilevanza pratica se sopravviene l'estinzione del reato; tuttavia, per questioni di tutela della posizione dell'imputato, è preferibile che tali prove vengano comunque documentate durante i precedenti gradi di giudizio.
  • Se la parte civile ha proposto un appello incidentale ma ha perso la legittimazione, la relativa inammissibilità dovrebbe essere valutata; tuttavia, l'eventuale accertamento dell'estinzione del reato può rendere superfluo decidere su tale punto.

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