Ordinanza n. 175/2026 - Firenze, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Dichiarazione di non sanabilità dell’intervento di cui alla SCIA in sanatoria PG 253837 del 02.12.2025 Prot. n. GE2025/0269160 del 22.12.2025 e contestuale ordine di ripristino delle parti poste in essere; nonché di ogni altro atto connesso presupposto ancorché non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: dichiarazione di non sanabilità dell’intervento edilizio oggetto di SCIA in sanatoria, con contestuale ordine di ripristino
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la dichiarazione comunale di non sanabilità dell’intervento edilizio indicato nella SCIA in sanatoria, nonché il contestuale ordine di ripristino, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che i ricorrenti contestavano, tra l’altro, l’omessa comunicazione del preavviso di diniego previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990. La controversia riguarda inoltre un intervento di deruralizzazione con mutamento di destinazione d’uso, realizzato senza l’approvazione del Piano di Recupero, qualificato dal giudice come piano attuativo necessario per l’esecuzione dell’intervento. I ricorrenti avevano separatamente impugnato l’archiviazione del procedimento di approvazione del Piano di Recupero.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare. In sede di sommaria cognizione, ha ritenuto il ricorso prima facie privo di favorevole apprezzamento. Ha escluso la fondatezza della censura relativa al preavviso di diniego, affermando che l’art. 10-bis della legge n. 241/1990 si applica esclusivamente ai procedimenti amministrativi avviati su istanza di parte e non alle dichiarazioni abilitanti, tra le quali rientra la SCIA. Ha inoltre rilevato che l’intervento edilizio era stato eseguito senza la previa approvazione del Piano di Recupero, necessario quale piano attuativo per il richiesto intervento di deruralizzazione con mutamento di destinazione d’uso. Ha infine escluso il periculum in mora, poiché, allo stato, il Comune di Prato non aveva adottato misure ripristinatorie aventi a oggetto l’intervento dichiarato nella SCIA. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento di 1.000 euro, oltre oneri di legge se dovuti, per le spese della fase cautelare.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di diniego si applica esclusivamente ai procedimenti amministrativi avviati su istanza di parte e non alle dichiarazioni abilitanti, tra cui la SCIA.
art. 55 c.p.a.
domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare, con valutazione del fumus boni iuris e del periculum in mora.
Massime di principio
- Il preavviso di rigetto previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990 non si applica alle SCIA, in quanto dichiarazioni abilitanti e non procedimenti amministrativi avviati su istanza di parte destinati a concludersi con un provvedimento di diniego.
- In sede cautelare, l’assenza di un piano attuativo necessario per l’intervento edilizio costituisce elemento idoneo a escludere, prima facie, la fondatezza della pretesa di sanabilità dell’intervento.
- Il periculum in mora non sussiste quando l’amministrazione non abbia ancora adottato misure ripristinatorie concretamente incidenti sull’intervento edilizio oggetto di contestazione.
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