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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46771/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza dell'11/6/2024 che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo emesso il 3/4/2024 (n. 736/2024) ai fini della confisca, per i delitti indicati negli artt. 2 e 8 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Il ricorrente deduceva carenza assoluta di motivazione sul fumus del reato (motivazione apparente), contestando in particolare la presunta interposizione della societa Canos s.r.l.s. e la mancata indicazione del drenaggio di risorse a danno dell'Erario e del vantaggio perseguito; lamentava altresì carenza motivazionale sul periculum in mora (il decreto si limitava ad affermazioni generiche circa il rischio che i profitti illeciti venissero fatti sparire) e che il provvedimento di sequestro non spiegasse le esigenze anticipatorie della confisca né considerasse i fatti indicati dalla difesa a dimostrazione dell'assenza di rischio di dispersione dei beni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato sul profilo del periculum in mora, con efficacia assorbente sulla censura relativa al fumus. Ha richiamato il principio secondo cui il giudice, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca, deve motivare specificamente il pericolo di dispersione dei beni nella fase interlocutoria, spiegando perché non sia possibile attendere la decisione definitiva. Ha ritenuto la motivazione del decreto di sequestro meramente apparente e priva di specificità (limitata a formulazioni generiche riprese dalla richiesta del PM), e ha confermato che il collegio del riesame non può integrare tale carenza motivazionale. Per questi motivi ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro preventivo n. 736/2024 del 3/4/2024, ordinando la restituzione di quanto in sequestro agli aventi diritto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (artt. 2 e 8)

    Sono le fattispecie penali fiscali contestate e costituiscono il fumus delle imputazioni, ma la Corte ha ritenuto che l'accertamento del fumus non supplisca alla mancanza di motivazione specifica sul periculum in mora

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte interpreta la norma richiedendo una motivazione specifica sul periculum in mora quando la confisca è funzionale e non meramente oggettiva

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina la confisca; la Corte ricorda che la funzione e la natura della confisca (obbligatoria o facoltativa) non esonerano il giudice dall'indicare le ragioni dell'esigenza anticipatoria del sequestro

  • art. 309, comma 9, e art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    La mancanza di motivazione sulle esigenze cautelari nel decreto di sequestro è causa di nullità radicale e può essere specificamente dedotta in sede di legittimità; la Corte ha annullato senza rinvio sulla base di tale nullità

  • Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che il provvedimento cautelare di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere la motivazione anche del periculum in mora e che questa motivazione deve essere rapportata all'esigenza anticipatoria della confisca

  • Altri precedenti richiamati (Sez. U. n. 18954/2016 Capasso; Sez. 3 n. 3038/2023 Emme Ci Tre X; Sez. 6 n. 10590/2017 Liccardo; Sez. 3 n. 23400/2024 Urbani)

    Precedenti giurisprudenziali che consolidano i limiti all'integrazione motivazionale da parte del giudice del riesame e la necessità di specificità sulla sussistenza delle esigenze cautelari

Massime di principio

  • Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione specifica e non generica sul periculum in mora: il giudice deve spiegare perché non sia possibile attendere la decisione definitiva e in che modo i beni potrebbero essere dissipati, occultati o alienati.
  • La mera qualificazione del bene come confiscabile «ex lege» o la sola indicazione del fumus del reato non sostituiscono la necessaria valutazione delle concrete esigenze anticipatorie della confisca.
  • Se la motivazione del decreto di sequestro è del tutto generica o mancante sul periculum, la sua nullità è radicale e può essere fatta valere in Cassazione; il collegio del riesame non può integrare in sede di appello una motivazione del tutto assente nel provvedimento genetico.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe contestare specificamente l'assenza di elementi che giustifichino il rischio di dispersione dei beni (es.: prova di immobilità patrimoniale, versamenti documentati, mancanza di condotte di occultamento) e dedurre la nullità del provvedimento per carenza motivazionale ai sensi degli artt. 309 e 324 c.p.p.
  • La pubblica accusa e il giudice devono fondare la richiesta e il provvedimento su atti e risultanze investigative concreti che dimostrino il pericolo di sottrazione dei beni; argomentazioni meramente assertive o riprese dalla richiesta del PM senza riferimento a fatti specifici sono insufficienti.

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