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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15997/2025 del 28/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato tardiva l'opposizione al decreto penale di condanna per omesso versamento di ritenute previdenziali/assistenziali. Contesta la validità della notifica tramite deposito presso la casa comunale, rilevando che non fu inviata la copia del decreto tramite raccomandata con avviso di ricevimento e che l'ufficiale giudiziario non attestò le formalità sull'originale e sulla copia; sostiene quindi la nullità della procedura di notifica ex art.171, comma 1, lett. f) c.p.p., e che l'opposizione, ritirata la copia il 19/04/2023 e depositata il 20/04/2023, era tempestiva. Denuncia inoltre carenza di motivazione circa la tardività e fa valere la presunzione relativa di non conoscenza quando la notifica non è avvenuta nelle mani del destinatario.

La decisione

La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti per il prosieguo al GIP del Tribunale di Bari. Ha ritenuto che il mancato invio della copia del decreto tramite raccomandata abbia impedito il perfezionamento della notificazione mediante deposito e che la nullità sia stata sanata solo con il ritiro della copia presso la casa comunale il 19/04/2023; da tale data è decorrso il termine per proporre opposizione: l'opposizione depositata il 20/04/2023 è dunque tempestiva.

Norme richiamate

  • art. 2, commi 1 e 1-bis d.l. 463/1983

    art. 2 commi 1 e 1-bis d.l. 463/83

    Norma sostanziale che disciplina il reato per cui è stato emesso il decreto penale (omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali). Utilizzata per identificare il titolo di reato oggetto del decreto penale di condanna.

  • art. 157, comma 8 c.p.p.

    art. 157, comma 8, cod. proc. pen.

    Prevede che, quando i tentativi di notifica siano risultati inefficaci, la notificazione possa essere eseguita mediante deposito nella casa comunale; la Corte ricava che tale meccanismo presuppone il completamento delle formalità previste per rendere operativa la notificazione.

  • d.l.vo 10/10/2022 n.150, art. 10, comma 1, lett. i) n.3

    art. 10, comma 1, lett. i) n. 3 del d.l.vo 10/10/2022 n. 150

    Stabilisce l'obbligo per l'ufficiale giudiziario, in caso di deposito, di inviare copia dell'atto tramite raccomandata con avviso di ricevimento e di annotare l'adempimento sull'originale e sulla copia; la Corte ha ritenuto che il mancato rispetto di tale formalità impedisca il perfezionamento della notificazione e costituisca causa di nullità.

  • art. 171, comma 1, lett. f) c.p.p.

    art. 171, comma 1, lett. f) cod. proc. pen.

    Prevede la nullità della notificazione quando non siano osservate le formalità richieste per la sua validità; la Corte ha ritenuto applicabile questa causa di nullità alla mancata spedizione della copia tramite raccomandata.

Massime di principio

  • La notificazione mediante deposito nella casa comunale richiede il rispetto delle formalità previste (invio della copia via raccomandata e annotazione sull'originale e sulla copia); la loro omissione può determinare la nullità della notificazione.
  • Quando la notifica non è avvenuta nelle mani del destinatario opera una presunzione relativa di non conoscenza: il termine per impugnare decorre dal perfezionamento effettivo della notificazione (ad es. dal ritiro della copia presso la casa comunale o dal ricevimento della raccomandata), non dalla mera esecuzione formale del deposito.
  • Se l'ufficiale giudiziario non attesta sulle scritture l'invio della copia o non effettua la spedizione, il difensore deve eccepire la nullità ex art.171 c.p.p.; la contestazione di tali vizi processuali può rendere tempestiva un'opposizione apparentemente tardiva.
  • In presenza di date divergenti sull'atto (es. data di deposito, data di esecutività) occorre verificare quale evento abbia concretamente perfezionato la notificazione: il ritiro dell'atto o la ricezione della raccomandata sono punti di riferimento pratici per il computo dei termini.
  • In casi analoghi è consigliabile, se si rilevano omissioni formali nella procedura di notifica, chiedere l'annullamento della pronuncia impugnata per nullità della notificazione e sollecitare la rimessione degli atti al giudice procedente per il prosieguo.

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