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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14047/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia in carcere per tentata estorsione aggravata (concorso di più persone e metodo mafioso). Il ricorrente ha dedotto insufficienza della gravità indiziaria in relazione al suo concorso: si è osservato che l'unica fonte che lo coinvolge è la dichiarazione del collaboratore di giustizia Rolletta e messaggi WhatsApp della vittima; Chiummiello non avrebbe mai incontrato la persona offesa né partecipato materialmente alla pretesa estorsiva, e non vi sarebbe prova del dolo di concorso (consapevolezza e volontà di agevolare l'estorsione). Si è evidenziata inoltre l'assenza di una chiamata in correità da parte del collaboratore per questo specifico episodio.

La decisione

Il giudice ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale di Napoli per nuovo giudizio. La decisione si fonda sul principio che, per configurare il concorso e disporre una misura cautelare personale, occorre gravità indiziaria anche rispetto all'elemento soggettivo (dolosi di concorso): la mera accompagnazione di Rolletta sotto casa della vittima, senza contatto effettivo e senza elementi che provino la consapevolezza dello scopo estorsivo da parte di Chiummiello, non è sufficiente. Il giudice ha valorizzato anche il fatto che Rolletta non ha chiamato in correità Chiummiello per questo episodio, elemento che indebolisce il compendio indiziario.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen. (concorso di persone nel reato)

    Per estendere la responsabilità penale occorre la sussistenza del dolo di concorso, ossia la consapevole contribuzione, anche solo agevolativa; è necessario accertare la conoscenza della condotta altrui, anche se unilaterale.

  • art. 309 comma 7 cod. proc. pen. (competenza in caso di annullamento e rinvio)

    Norma richiamata per il rinvio degli atti al Tribunale competente dopo l'annullamento dell'ordinanza impugnata.

  • Art. 94 comma 1 ter disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizioni procedurali richiamate per adempimenti conseguenti alla decisione di annullamento e rinvio.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 44859 del 17/10/2019 (Tuccio)

    Richiamata per il principio che il dolo del reato concorsuale richiede la consapevole contribuzione anche soltanto agevolativa e necessita accertamento della conoscenza della condotta altrui.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 28895 del 13/07/2020 (Massaro)

    Richiamata per il principio secondo cui la semplice presenza non meramente casuale sul luogo del fatto può integrare concorso se ha fornito stimolo o maggiore sicurezza all'autore del reato, cioè quando palesi adesione alla condotta delittuosa.

Massime di principio

  • Per disporre una misura cautelare per concorso in estorsione è necessario un compendio indiziario che dimostri non solo la presenza materiale ma anche la consapevolezza e la volontà di agevolare l'azione estorsiva (dolosi di concorso).
  • La mera accompagnazione o la semplice presenza del soggetto sul luogo, se non comprovata come non casuale e finalizzata all'illecito, può non essere sufficiente a giustificare la custodia cautelare.
  • Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia costituiscono indizio rilevante ma richiedono valutazione critica e, se non corroborate da elementi concreti, possono non bastare a fondare la gravità indiziaria necessaria per una misura cautelare.
  • L'assenza di una chiamata in correità del collaboratore per uno specifico episodio può indebolire il quadro indiziario a carico del presunto concorrente, specie se non vi sono altri elementi che dimostrino la sua consapevolezza dello scopo illecito.
  • In presenza di indizi non univoci il giudice deve ponderare separatamente il contributo materiale e l'elemento soggettivo; la valutazione della consapevolezza richiede elementi specifici (comportamenti, comunicazioni, ruoli precedenti) prima di giustificare la custodia in carcere.

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