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Ordinanza

Ordinanza n. 144/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'ordinanza n. 2 del 30.12.2025 della direzione tecnica sviluppo e governo del territorio e aa.pp. s.u.e. del Comune di Gravina in Puglia avente ad oggetto “Ordinanza di rilascio masseria Martoro”; - della nota prot. 43958 del 21.10.2025 con cui il Comune di Gravina in Puglia comunicava l’avvio del procedimento finalizzato ad ottenere il rilascio dei terreni; - in via derivata e per quanto di ragione: - della deliberazione di Consiglio comunale n. 41 del 31.8.2015 del Comune di Gravina in Puglia avente ad oggetto “Adozione del Piano delle Alienazioni e Valorizzazione immobiliare per l'anno 2015”; - della deliberazione di Consiglio comunale n. 28 del 9.6.2016 del Comune di Gravina in Puglia, riportante il compendio della Masseria Martoro nell'elenco dei beni indisponibili, trascritta presso l'Agenzia delle Entrate, direzione provinciale di Bari in data 12.9.2016; - della deliberazione di Consiglio comunale n. 7 del 18.3.2025 del Comune di Gravina in Puglia di approvazione del documento unico di programmazione per il periodo 2025-2027 comprendente il piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliare”; - nonché di ogni altro atto, prodromico, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202600389

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di rilascio dei terreni della Masseria Martoro e atti connessi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l'annullamento, previa sospensione cautelare, dell'ordinanza comunale n. 2 del 30 dicembre 2025, con cui il Comune di Gravina in Puglia ha disposto il rilascio dei terreni della Masseria Martoro detenuti da numerosi coltivatori diretti e braccianti in forza di una risalente concessione o contratto di affitto. Sono stati impugnati anche l'avviso di avvio del procedimento e, in via derivata, alcune deliberazioni consiliari relative al piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari e all'inserimento del compendio tra i beni indisponibili comunali. Dal testo non risultano esposti in dettaglio i singoli motivi di legittimità dedotti, ma la controversia cautelare riguarda la legittimità del potere comunale di ordinare il rilascio e la qualificazione dei terreni come beni del patrimonio indisponibile. Il TAR rileva che il contratto era scaduto dal 1975 e che l'occupazione abusiva si era protratta per anni; la situazione era stata disciplinata, a fini conciliativi, da una transazione perfezionata il 15 febbraio 2021 davanti all'Ispettorato dell'agricoltura della Regione Puglia, con termine ultimo per il rilascio fissato al 30 settembre 2024, transazione poi disattesa.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti i presupposti per la sospensione dell'ordinanza di rilascio. Ha considerato rilevante che i terreni erano stati inseriti dal Comune, con deliberazione consiliare del 31 agosto 2015, nel patrimonio indisponibile comunale, atto non impugnato e oggetto di trascrizione nel 2016. Ha inoltre affermato che, ai sensi dell'art. 823 c.c., l'amministrazione comunale può adottare atti di autotutela esecutiva sui beni appartenenti al patrimonio indisponibile. Le eventuali ulteriori controversie di natura civilistica tra le parti restano devolute al giudice ordinario. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda di sospensione cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare nel processo amministrativo.

  • art. 823 c.c.

    L'amministrazione comunale possa legittimamente adottare atti di autotutela esecutiva su beni del patrimonio indisponibile.

    La norma è stata interpretata nel senso che l'amministrazione titolare di beni del patrimonio indisponibile può esercitare autotutela esecutiva per conseguirne il rilascio, senza necessità di ricorrere previamente al giudice ordinario.

  • art. 58 d.l. n. 112/2008, convertito in l. n. 133/2008

    La disposizione è richiamata quale base normativa del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari comunale nel quale i terreni sono stati considerati nell'ambito del patrimonio indisponibile.

Massime di principio

  • Ai sensi dell'art. 823 c.c., l'amministrazione comunale può esercitare autotutela esecutiva per ottenere il rilascio di beni appartenenti al proprio patrimonio indisponibile, anche nei confronti di soggetti che li detengano senza titolo o in forza di un rapporto ormai scaduto.
  • La contestazione di ulteriori rapporti o pretese di natura civilistica connessi al rilascio di un bene del patrimonio indisponibile appartiene, per tali profili, alla cognizione del giudice ordinario e non impedisce, di per sé, l'esercizio dell'autotutela esecutiva amministrativa.
  • L'inserimento di un bene nel patrimonio indisponibile comunale mediante deliberazione non tempestivamente impugnata costituisce, nel giudizio cautelare, un elemento rilevante ai fini della valutazione della legittimità dell'azione amministrativa di rilascio.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniAutotutelaTutela cautelareGiurisdizione e riparto
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiEfficacia ed esecutorietàAutotutela decisoriaRiparto di giurisdizioneTutela cautelare

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