Sentenza n. 945/2026 - Salerno, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione a - dell’avviso prot. n. 6221153, avente ad oggetto “ricerca di mercato per l’esecuzione di sfalcio erba e rimozione della stessa da regolarsi attraverso l’istituto della permuta per le aree site nel Comprensorio Militare di Persano (SA). 2° Esperimento”, in uno a tutti relativi allegati, tra i quali il Capitolato Tecnico (Allegato “A”), pubblicato sulla piattaforma MePA (non si conoscono i dati esatti; dalla consultazione del MePa risulta una data di apertura del 14.04.2026 e di chiusura del 21.04.2026); b - di tutti gli atti, anche non conosciuti, presupposti, collegati, connessi e consequenziali all’avviso, ivi inclusa l’eventuale determinazione a contrarre e, ove intervenuta, l’aggiudicazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Avviso di ricerca di mercato, mediante procedura aperta su MePA, per l'affidamento tramite permuta del servizio di sfalcio e rimozione dell'erba nel Comprensorio Militare di Persano, secondo esperimento, nonché gli atti presupposti e consequenziali
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato l'avviso relativo al secondo esperimento della procedura di affidamento, deducendo che l'indizione di una nuova gara per la medesima area e attività, già oggetto di un contratto in essere, violasse l'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 970 del 18 marzo 2026. Tale ordinanza aveva sospeso l'efficacia della sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro i provvedimenti di sgombero e immediato rilascio dell'area affidata alla società. Secondo la ricorrente, la nuova procedura si poneva quindi in contrasto con la pronuncia cautelare d'appello e con le sue finalità.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L'Amministrazione ha documentato che il primo esperimento della procedura per il 2026 era andato deserto e che anche il secondo esperimento impugnato si era concluso senza aggiudicazione per assenza di offerte. Ha inoltre riferito che una successiva terza procedura era stata revocata prima della ricognizione delle offerte, dopo che il Comando aveva appreso dell'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato. La chiusura senza aggiudicazione della procedura impugnata e la revoca della successiva procedura hanno fatto venir meno l'interesse della ricorrente alla decisione sull'impugnazione. Tali circostanze sono state confermate in camera di consiglio e le parti hanno concordato sulla declaratoria di improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura della decisione e della rapida definizione della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza semplificata all'esito della camera di consiglio, previo avviso alle parti.
art. 545 d.lgs. 66/2010
Richiamato dall'Amministrazione quale base normativa dell'affidamento del servizio mediante l'istituto della permuta.
artt. 569 e seguenti d.P.R. 90/2010
Richiamati dall'Amministrazione insieme all'art. 545 d.lgs. 66/2010 per disciplinare l'affidamento mediante permuta.
Massime di principio
- La chiusura di una procedura di affidamento senza aggiudicazione, per assenza di offerte, determina il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sull'impugnazione degli atti di quella procedura, salvo che residuino specifiche utilità conseguibili dal ricorrente mediante la pronuncia.
- La revoca di una successiva procedura avente il medesimo oggetto, intervenuta prima della valutazione delle offerte, costituisce un ulteriore elemento idoneo a escludere l'attualità dell'interesse alla prosecuzione del giudizio, quando non risultino altre utilità concrete perseguibili.
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