Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 65/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento della ordinanza -OMISSIS- del 12 giugno 2021, emessa dal Comune di Caltanissetta; di tutti gli atti preliminari preparatori e conseguenti a quello sopra menzionato ivi compresi il verbale di sopralluogo redatto in data 2 marzo 2021, il successivo provvedimento di “Constatazione della destinazione redatta in data 17/05/2021”;

Giustizia amministrativa202101778

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di ripristino della destinazione originaria a ufficio di un'unità immobiliare accertata come utilizzata a fini abitativi, nonché atti di sopralluogo e constatazione della destinazione

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza con cui il Comune aveva ingiunto il ripristino della destinazione originaria a ufficio dell'unità immobiliare, ritenendo che l'allestimento interno, comprendente due camere da letto e una cucina, avesse determinato un mutamento d'uso verso la destinazione residenziale, incompatibile con il vincolo permanente commerciale/direzionale previsto dagli strumenti urbanistici e dai titoli edilizi. Con il primo motivo hanno dedotto che, ai sensi dell'art. 23-ter del d.P.R. n. 380/2001 e del regolamento edilizio comunale, la presenza di una cucina o di un punto ristoro non sarebbe di per sé incompatibile con la destinazione a ufficio; hanno inoltre richiamato la preesistenza degli impianti e degli scarichi necessari all'installazione della cucina e la loro presenza al momento del rilascio dell'agibilità. Con il secondo motivo hanno contestato la previsione dell'acquisizione gratuita dell'immobile al patrimonio comunale, dell'esecuzione in danno e della sanzione pecuniaria in caso di mancata ottemperanza, sostenendo che tali conseguenze avrebbero richiesto una distinta procedura, comprensiva dell'accertamento dell'inottemperanza e di un formale atto di acquisizione. Prima della proposizione del ricorso, tuttavia, i ricorrenti avevano smontato la cucina e le camere da letto e comunicato al Comune l'avvenuto ripristino.

La decisione

Il TAR ha anzitutto dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse concreto e attuale. I ricorrenti avevano infatti già ottemperato all'ingiunzione prima della notifica del ricorso, dichiarando di agire a fini cautelativi e di tuziorismo difensivo; dalla documentazione risultava adempiuto l'obbligo di ripristino. Il giudice ha comunque esaminato le censure nel merito, respingendole. Quanto alla prima, la documentazione fotografica dimostrava che la suddivisione dell'immobile e l'arredo interno, con due vani adibiti a camere da letto e un vano cucina, avevano trasformato in concreto l'immobile, urbanisticamente destinato a uso commerciale/direzionale, in un immobile residenziale. La mera preesistenza o predisposizione degli impianti e degli scarichi non legittimava l'allestimento interno incompatibile con la destinazione autorizzata. Quanto alla seconda, il provvedimento prodotto non conteneva le conseguenze contestate; in ogni caso, l'eventuale indicazione dell'acquisizione, dell'esecuzione in danno e della sanzione avrebbe avuto natura di mero avviso non immediatamente lesivo, richiedendo successivi atti di accertamento dell'inottemperanza, di acquisizione e di irrogazione della sanzione. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e comunque respinto, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 23-ter d.P.R. 380/2001

    La censura dei ricorrenti si fondava sulla disciplina delle destinazioni d'uso, ma il TAR ha ritenuto che l'allestimento concreto dell'immobile integrasse una destinazione residenziale incompatibile con quella commerciale/direzionale autorizzata.

  • art. 23-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere la compatibilità della presenza di un punto ristoro o di una cucina con l'uso ufficio; la tesi non è stata accolta.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato dall'ordinanza comunale quale fondamento della procedura di ripristino e delle conseguenze dell'inottemperanza; il TAR ha precisato che l'eventuale acquisizione richiede successivi atti di accertamento e formalizzazione.

  • art. 12 l.r. Sicilia n. 16/2016

    Richiamato dall'amministrazione per qualificare il mutamento di destinazione come variazione essenziale, con conseguente applicazione della procedura di ripristino.

Massime di principio

  • L'interesse a impugnare un'ordinanza di ripristino deve essere concreto e attuale; se il destinatario ha già integralmente adempiuto all'ordine prima della proposizione del ricorso e dichiara di agire soltanto a fini cautelativi o di tuziorismo difensivo, il ricorso è inammissibile per carenza di interesse.
  • La destinazione d'uso effettiva di un'unità immobiliare può essere desunta dall'organizzazione e dall'arredo dei vani: la presenza coordinata di camere da letto e cucina può dimostrare una trasformazione verso l'uso residenziale, incompatibile con una destinazione urbanistica commerciale o direzionale.
  • La mera predisposizione o preesistenza di impianti e scarichi idonei a una cucina non legittima, da sola, l'allestimento e l'utilizzazione dell'immobile secondo una destinazione d'uso diversa da quella autorizzata.
  • Le indicazioni relative all'acquisizione dell'immobile, all'esecuzione in danno e alla sanzione per l'inottemperanza, ove contenute in un'ordinanza di ripristino come semplice prospettazione di conseguenze future, non sono immediatamente lesive: la loro concreta operatività richiede successivi atti di accertamento dell'inadempimento, di acquisizione e di irrogazione della sanzione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniDestinazioni d'uso e zone omogeneeLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.