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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31453/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lo Monaco impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Palermo (16/11/2022) che aveva confermato la condanna per ripetute violazioni delle prescrizioni previste dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale (obbligo di trattenersi in casa nelle ore notturne e obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria) commesse tra aprile e luglio 2018. In Cassazione il ricorrente ha proposto due motivi limitati a tali violazioni: (1) vizio di motivazione e mancato rispetto del principio di offensività/proporzione (la fattispecie sarebbe "bagatellare" e non meritevole di pena detentiva); (2) errata negazione delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p., per non avere tenuto conto del modesto disvalore sociale della condotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e mancata specificità. In particolare ha ritenuto che i motivi non fossero stati adeguatamente prospettati in appello, non descrivessero le modalità concrete delle condotte contestate e non si confrontassero con la motivazione della Corte di appello (che aveva rilevato indole criminosa e precedenti). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La condanna di merito (come confermata dalla Corte d'Appello) resta quindi operante.

Norme richiamate

  • art. 75 d.lgs. n.159/2011

    La Corte ha ritenuto che le violazioni delle prescrizioni previste dallo strumento della sorveglianza speciale (art. 75) costituiscano condotte penalmente rilevanti: la valutazione del legislatore sulla offensività/gravità delle violazioni non è stata considerata manifesta-mente irragionevole.

  • art. 81, comma 2, c.p.

    Richiamato in relazione al reato per il quale era stato condannato il ricorrente (concorso di reati o causa di punibilità cumulativa): la sentenza di merito ha applicato la disciplina prevista per il cumulo di reati/pena.

  • art. 62-bis c.p.

    Norma sulle attenuanti generiche: la Corte d'appello ha negato il beneficio in base agli elementi di indole criminosa e ai precedenti; la Cassazione rileva che il ricorso non ha dato specifici elementi tali da confutare quella valutazione.

  • art. 132 c.p.

    Criteri per la determinazione della pena: la Corte d'appello ha applicato correttamente i parametri valutativi (tenore, personalità del reo, precedenti) valutati dalla Cassazione come congrui.

  • art. 133 c.p.

    Principi per l'applicazione delle circostanze e delle attenuanti: la Corte d'appello ha ritenuto assenti elementi positivi sufficienti per concedere le attenuanti generiche; la Cassazione ha giudicato il ricorso privo di contrasto argomentativo.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e), cod. proc. pen.

    Norme sulle censure ammissibili in Cassazione: la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure erano generiche, non specifiche e in parte nuove rispetto all'appello; mancava il necessario confronto con i fatti e con la motivazione impugnata.

  • Sentenza Corte Cost. n. 25/2019

    Richiamata dalla parte ricorrente in relazione a profili di illegittimità costituzionale di talune prescrizioni (es.: "vivere onestamente"), ma la Corte di legittimità osserva che la pronuncia costituzionale non investe le specifiche prescrizioni violate nel caso di specie.

  • Sentenza Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in tema di condanna al versamento di somme alla Cassa delle ammende: in assenza di elemento che dimostri colpa grave nella proposizione del ricorso, può essere disposta una somma equitativa.

  • Decreti di applicazione della sorveglianza speciale (es. decreti n. 69/2010 e n. 16/2015 del Tribunale di Trapani)

    Misure di prevenzione che impongono prescrizioni specifiche (obbligo di permanenza notturna, presentazione alla P.G.): la violazione ripetuta di tali prescrizioni è stata ritenuta indice di insofferenza verso la misura e rilevante penalmente.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con le argomentazioni di merito: censure generiche o non prospettate in appello rischiano l'inammissibilità.
  • La contestazione dell'offensività o della eccessiva gravità della fattispecie richiede la descrizione dettagliata delle modalità concrete della condotta e un confronto argomentato con la motivazione impugnata; affermazioni generiche del carattere "bagatellare" non sono sufficienti.
  • Per ottenere le attenuanti generiche è necessario fornire elementi concreti e positivi che contrastino la valutazione negativa della Corte di merito (es. segni di ravvedimento, buona condotta specifica, mancanza di precedenti significativi); la mera richiesta formulata senza dati non è efficace.
  • Le prescrizioni imposte da misure di prevenzione come la sorveglianza speciale hanno rilevanza penale: la loro violazione ripetuta può integrare reato e giustificare sanzioni, salvo che non si dimostri in modo convincente la totale incompatibilità della norma con principi costituzionali.
  • L'assenza del difensore all'udienza decisiva, se non adeguatamente giustificata o senza richiesta di rinvio, può indebolire la posizione del ricorrente e non impedisce la decisione sulla inammissibilità.
  • Quando si impugna una decisione penale è strategico indicare con precisione gli snodi probatori e fattuali che si ritengono viziati e proporre in che modo la motivazione di merito sia illogica o contraddittoria, per evitare il rigetto per genericità.

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