Sentenza del 14/03/2016 n. 108 - Comm. Trib. Prov. Alessandria
Accertamento - Statuto del Contribuente - Decorrenza del Termine - Requisiti legittimità atto - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva che l'accertamento fosse illegittimo per violazione dell'art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente e del principio del contraddittorio, presumibilmente per mancato rispetto del termine dilatorio previsto dalla norma. La questione riguardava anche la sufficienza dei contenuti dell'atto impositivo ai fini della conoscibilità della pretesa tributaria e della possibilità di difendersi.
La decisione
La contestazione è stata respinta ed è stata riconosciuta la sussistenza dei requisiti di legittimità dell'atto. Il termine previsto dall'art. 12 dello Statuto del contribuente è ritenuto applicabile agli accertamenti svolti nei locali in cui il contribuente esercita la propria attività, ma non agli accertamenti eseguiti presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Il principio del contraddittorio è stato considerato rispettato perché l'Ufficio aveva formulato contestazioni idonee a sollecitare una replica e aveva emesso un atto contenente gli elementi necessari per individuare natura, causali ed entità della pretesa fiscale, mettendo il contribuente in condizione di difendersi.
Norme richiamate
Art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente
Il termine è strettamente collegato all'accertamento svolto nei locali ove ha sede l'attività del contribuente.
Il termine dilatorio previsto dalla norma opera quando l'accertamento o la verifica si svolge presso i locali dell'attività del contribuente; non si applica, secondo la sentenza, agli accertamenti effettuati presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate.
Principio del contraddittorio procedimentale
Il cui scopo è da intendersi raggiunto per aver informato il contribuente della richiesta dell'Ufficio ed averlo posto nella condizione di poter contraddire.
Il contraddittorio è rispettato quando l'Amministrazione espone contestazioni concrete e adotta un atto sufficientemente motivato, tale da consentire al contribuente di comprendere la pretesa e predisporre la propria difesa.
Massime di principio
- Il termine dilatorio previsto dall'art. 12 dello Statuto del contribuente va verificato in relazione al luogo e alle modalità dell'accertamento: la sua applicazione è tipicamente collegata alle verifiche svolte presso i locali dell'attività, non a quelle eseguite internamente dall'Ufficio.
- La violazione del contraddittorio non può essere affermata in modo astratto: occorre verificare se il contribuente sia stato concretamente informato della pretesa e posto nella condizione di replicare.
- Un atto impositivo è idoneo sotto il profilo del contraddittorio quando indica in modo comprensibile i fatti contestati, le ragioni della pretesa, le causali e l'entità delle somme richieste.
- La presenza di contestazioni che costituiscono una "provocatio ad opponendum" può essere sufficiente a garantire il contraddittorio, anche se l'Amministrazione non accoglie le tesi del contribuente.
- In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe concentrarsi non solo sull'assenza formale di un termine o di un confronto preventivo, ma anche sulla concreta lesione del diritto di difesa e sull'eventuale insufficienza della motivazione dell'atto.
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