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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34584/2023 del 08/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila del 15/11/2022 che, in parte, aveva accolto il reclamo di Tutino Vittorio disponendo che la Casa circondariale consentisse al detenuto di conservare alimenti freschi e surgelati nel frigorifero della sezione e che gli fosse consentito di acquistare a sue spese una borsa frigorifero rigida. Il Ministero censurava l'ordine nella parte relativa all'acquisto della borsa frigo rigida, richiamando le limitazioni previste dall'Amministrazione penitenziaria ai sensi dell'ordinamento penitenziario e del DPR 230/2000 per ragioni di sicurezza e per evitabile responsabilità civile, e contestava la valutazione del Tribunale circa l'insufficienza delle borse morbide con mattonelle refrigeranti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte che autorizzava l'acquisto della borsa frigorifero rigida. Ha invece lasciato ferme le determinazioni che consentono la conservazione degli alimenti nel frigorifero della sezione. La Corte ha motivato che, pur riconoscendo il diritto soggettivo del detenuto a un'alimentazione sana e sufficiente, il giudice non può imporre all'Amministrazione penitenziaria modalità esecutive specifiche quando rientrano nella discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione stessa; la misura impugnata (divieto della borsa rigida) è giustificabile per ragioni di sicurezza e responsabilità, mentre l'uso di frigorifero di sezione e di sistemi con mattonelle refrigeranti può assicurare la conservazione della catena del freddo.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n.354 - Ordinamento penitenziario, art.35-bis

    Il reclamo ex art.35-bis tutela un pregiudizio concreto e attuale di una posizione di diritto soggettivo del detenuto (non mero interesse amministrativo), quindi la materia della conservazione degli alimenti rientra nella sfera dei diritti soggettivi tutelabili in sede giurisdizionale.

  • Ordinamento penitenziario, art.69 comma 6, lett. b

    Conferma che il reclamo giurisdizionale può sindacare comportamenti dell'Amministrazione lesivi di diritti soggettivi; delimita l'ambito della tutela ma non autorizza il giudice a sostituirsi alle scelte tecniche e organizzative dell'Amministrazione.

  • Ordinamento penitenziario, art.9

    Riconosce il diritto del detenuto a un'alimentazione sana e sufficiente e la rilevanza di tale diritto quale bene tutelabile.

  • Ordinamento penitenziario, art.41-bis

    Richiamato per il regime particolare del detenuto; non esclude la tutela dei diritti fondamentali ma può comportare misure più restrittive giustificate da esigenze di sicurezza.

  • DPR 30 giugno 2000, n.230, art.14

    Attribuisce all'Amministrazione penitenziaria la facoltà di imporre limitazioni al possesso di beni da parte dei detenuti per ragioni di sicurezza e di disciplina, giustificando la discrezionalità dell'Amministrazione sulle modalità concrete di attuazione dei diritti dei detenuti.

Massime di principio

  • Il diritto a un'alimentazione sana e alla conservazione degli alimenti è un diritto soggettivo del detenuto tutelabile in sede giurisdizionale, ma la tutela non implica che il giudice possa imporre modalità esecutive specifiche all'Amministrazione penitenziaria.
  • Il reclamo ex art.35-bis richiede la dimostrazione di un pregiudizio concreto e attuale: la violazione deve riguardare una posizione di diritto del detenuto, non un mero interesse procedurale.
  • L'Amministrazione penitenziaria dispone di ampia discrezionalità organizzativa e di sicurezza; le scelte tecniche (es. divieto di oggetti rigidi nella detenzione) sono presumibilmente legittime se giustificate da ragioni concrete di sicurezza o responsabilità.
  • Il giudice di merito può valutare se le misure amministrative garantiscano effettivamente il diritto (es. assicurando la catena del freddo mediante frigorifero di sezione o mattonelle refrigeranti); se esistono soluzioni alternative adeguate, il giudice non può imporre una particolare soluzione tecnica.
  • In situazioni analoghe è utile per il detenuto dimostrare l'insufficienza delle misure amministrative proposte (ad esempio documentando l'impossibilità di garantire la catena del freddo) per ottenere interventi più incisivi del giudice.

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