Cassazione Penale, Sentenza n. 42672/2023 del 19/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli (giudice del riesame) che aveva annullato la misura cautelare in carcere applicata a Sandro Spinella e gli arresti domiciliari applicati a Vincenzo Tortora, ritenendo insufficienti i gravi indizi circa l'esistenza di una stabile associazione per delinquere finalizzata ad adulterazione, contraffazione e commercializzazione di bevande alcoliche e reati connessi. Il Procuratore deduceva vizio di motivazione e violazione di legge, sostenendo che il Tribunale aveva omesso o travisato elementi probatori (intercettazioni, riscontri sui prodotti sequestrati, frequenza dei contatti, contributo logistico e rapporti commerciali) e aveva errato nell'escludere esigenze cautelari anche rispetto della fittizia intestazione di imprese (capo 27).
La decisione
Il giudice dell'impugnazione ha accolto il ricorso unicamente con riferimento al capo 27 (la fittizia intestazione della ditta MSI a Petrova Radmilla Kostova e della Multiservice Group s.r.l.s. ad Anna Rubinacci a danno di Spinella), annullando l'ordinanza impugnata su quel punto e rinviando al Tribunale di Napoli, in funzione di giudice del riesame, per un nuovo giudizio cautelare. Per il resto (in particolare quanto all'addebito associativo e alle misure cautelari correlate) il ricorso è stato dichiarato inammissibile e quindi l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva annullato le misure rimane confermata.
Norme richiamate
art. 309, comma 7, c.p.p.
Norma procedurale richiamata per individuare la competenza del giudice a cui rinviare il nuovo giudizio di riesame; il giudice di legittimità ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo esame cautelare ai sensi di tale disposizione.
Massime di principio
- La mera continuità di contatti commerciali su beni legalmente commerciabili non è di per sé decisiva per configurare una associazione per delinquere: occorre dimostrare una struttura stabile, un vincolo durevole e ruoli organizzativi incompatibili con rapporti meramente episodici o fungibili.
- Per sostenere esigenze cautelari basate su intestazioni fittizie o utilizzo strumentale di società, il giudice deve considerare anche procedimenti pendenti e indizi di analogia con fatti omogenei (es. procedimenti EPPO) che possano dimostrare una reiterazione di condotte e un pericolo concreto di reiterazione.
- Il ricorso del pubblico ministero contro motivazioni di merito deve essere specifico: l'appello che denuncia genericamente travisamenti o omissioni deve indicare come gli elementi omessi inciderebbero concretamente sul ragionamento del giudice di merito; altrimenti rischia l'inammissibilità per genericità.
- La dimostrazione dell'identità della sostanza adulterante o di un 'modello operativo' comune può rafforzare l'ipotesi di partecipazione organizzata, ma è necessario collegare tale prova alla sussistenza di un vincolo organizzativo stabile e non limitarsi a rilevare somiglianze tecniche se non emerge un ruolo aggregante e imprescindibile di taluni soggetti.
- Nel valutare esigenze cautelari il giudice deve bilanciare la ricorrenza e la recentezza dei fatti, eventuali carichi pendenti e la pericolosità attuale dell'indagato; l'esistenza di procedimenti paralleli relativi a fatti omogenei può integrare una lacuna motivazionale se non adeguatamente considerata.
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