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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10682/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Caltanissetta che aveva: dichiarato inammissibile per carenza di interesse il ricorso di Giuseppe Nicosia; annullato parzialmente il decreto di sequestro preventivo (laddove disposto ex art. 321, comma 2, c.p.p.) nei confronti di Michele Corsino, pur avendo respinto il resto delle sue richieste. Il sequestro riguardava due aree con opifici di proprietà della Sicula Ciclat, date in locazione alla Lotus Global System, nell'ambito di un'ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva. Il Procuratore denunciava un'errata interpretazione del concetto di 'cessione' e contestava la mancata individuazione della ricchezza effettivamente distratta; Nicosia contestava l'inammissibilità del suo riesame per carenza di interesse e sollevava vizi motivazionali del decreto genetico; Corsino deduceva omissioni motivazionali e censurava la conferma del sequestro ex art. 321, comma 1, c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi del Procuratore e di Giuseppe Nicosia (per carenza di interesse, nel primo caso, e per manifesta infondatezza dell'interesse concreto e attuale di Nicosia al riesame), e ha rigettato come infondato il ricorso di Michele Corsino. Motivi principali: il Procuratore non ha dimostrato un pregiudizio concreto eliminabile con la riforma (il sequestro impeditivo rimaneva confermato); Nicosia non ha provato un interesse concreto e attuale alla restituzione dei beni (non essendo titolare né legale rappresentante né avente diritto diretto alla restituzione); il ricorso di Corsino non ha provato omissioni di motivazione rilevanti ai sensi di legge e la motivazione del GIP/Tribunale del riesame è stata ritenuta adeguata entro i limiti del sindacato di legittimità. Conseguenze processuali: condanna di Nicosia al pagamento delle spese e di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; Corsino condannato alle sole spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (comma 1 e comma 2)

    Distinzione tra sequestro finalizzato alla confisca e sequestro a fini impeditivi; il giudice può ritenere sussistenti esigenze impeditive anche se la richiesta iniziale era mirata alla confisca, purché la motivazione genetica e del riesame lo giustifichi

  • art. 324 cod. proc. pen. (riesame)

    Il riesame reale può essere proposto da terzi non titolari del bene solo se vantano un interesse concreto e attuale finalizzato alla restituzione del bene; il semplice ruolo di socio o le conseguenze processuali generiche non sono sufficienti

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Attribuisce legittimazione a proporre il riesame ma la Corte precisa che tale legittimazione è operativa solo se corredato dall'interesse concreto e attuale richiesto dalla giurisprudenza

  • art. 240 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie penale (in particolare bancarotta): la Corte valuta la rilevanza del collegamento tra la vicenda societaria e la misura reale, senza però rimettere in discussione il giudizio di merito

  • art. 223, art. 216 comma 1 n.1) e art. 237 legge fallimentare

    Riferimenti richiamati dal pubblico ministero con riguardo agli effetti sul patrimonio sociale e alla rilevanza fallimentare dell'operazione contestata; la Corte non riforma il giudizio sul punto per limiti del sindacato di legittimità

  • art. 616 cod. proc. pen. (modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103)

    Base normativa per la condanna alle spese e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili

  • art. 61, 568, 309, 292, 275, 125 cod. proc. pen. e artt. 24, 111 Cost. e art. 6 CEDU

    Richiamati nei motivi di ricorso (diritti di difesa, motivazione, garanzie processuali); la Corte esamina tali doglianze nei limiti della sua funzione di legittimità e considera inammissibili o infondati i rilievi quando non dimostrano omissioni di diritto o vizi formali gravi

Massime di principio

  • Il pubblico ministero ha interesse a impugnare in Cassazione solo se dimostra un pregiudizio concreto e attuale eliminabile con la riforma; la mera contestazione formale della legittimità non è sufficiente.
  • L'indagato che non è titolare del bene sequestrato può proporre il riesame reale solo se dimostra un interesse concreto e attuale finalizzato alla restituzione materiale del bene (non bastano ripercussioni processuali generiche o la qualità di socio).
  • Il sindacato della Corte di cassazione sulla motivazione di provvedimenti di riesame reale è limitato ai vizi di violazione di legge e alle omissioni motivazionali tali da rendere la motivazione del tutto incomprensibile; non è consentita una rivalutazione del merito o un controllo di logica non radicale.
  • Il sequestro ai sensi dell'art. 321 c.p.p. può essere valutato sia in ottica di confisca sia in funzione impeditiva; la presenza di argomentazioni nel decreto genetico che indicano il rischio di aggravamento delle conseguenze del reato può giustificare l'adozione di misure impeditive anche se la richiesta originaria era orientata alla confisca.
  • Chi intende impugnare provvedimenti cautelari reali deve puntare su elementi specifici e concreti (es. titolo di proprietà, legittimazione diretta, prova della disponibilità effettiva del bene) e non su censure generiche o sulla mera contestazione di valutazioni di fatto.

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