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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5747/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida del daspo e dell'obbligo di presentazione: si deduceva insufficiente motivazione circa la pericolosita' concreta e l'urgenza, mancanza di specifica attribuibilita' delle condotte violente al singolo (daspo collettivo), contestazione dell'efficacia e della rilevanza temporale di precedenti penali (in particolare una condanna per rissa ritenuta oltre il termine di cinque anni) e mancata dimostrazione della necessita', proporzionalita' e adeguatezza dell'obbligo di presentazione.

La decisione

Il ricorso e' stato rigettato come infondato e inammissibile per genericita'. La Corte ha ritenuto la motivazione del GIP adeguata: ha fatto proprie le fonti indicate dalla Questura, descrivendo la partecipazione attiva del ricorrente a un corteo non autorizzato, l'uso di aste in plastica idonee ad offendere, la violazione di ordini di polizia e le provocazioni verso la tifoseria avversaria, nonche' i successivi scontri con feriti tra agenti. Ha considerato i precedenti e la condanna passata in giudicato come elemento che non ha avuto effetto deterrente, confermando la concretezza del pericolo. Quanto all'urgenza, la Corte ha richiamato il principio per cui chi impugna deve provare l'esecuzione della misura prima della convalida per lamentarne la mancanza di motivazione sull'urgenza; il ricorrente non ha fornito tale prova. Condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • legge 13 dicembre 1989, n. 401

    art. 6, commi 1, 2 e 5 legge n. 401 del 1989

    Disciplina il divieto di accesso agli impianti sportivi (daspo) e le misure accessorie, richiedendo che siano giustificate da necessita' e urgenza, pericolosita' concreta, attribuibilita' delle condotte e congruita' della durata.

  • codice penale

    art. 588 (rissa) menzionato nel motivo

    La sentenza menziona una precedente condanna per rissa; il giudice ha pero' ritenuto rilevante il fatto che la sentenza sia passata in giudicato e che successivamente il ricorrente abbia continuato a partecipare a condotte pericolose, ridimensionando l'argomento della sola decorrenza temporale del precedente.

  • codice di procedura penale

    Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Perche' un daspo e l'obbligo di presentazione siano convalidati occorrono: necessita' e urgenza, pericolosita' concreta e attuale del soggetto, attribuibilita' delle condotte e congruita' della durata.
  • La motivazione del giudice deve essere comprensibile e collegare le condotte contestate alla finale pericolosa per l'ordine pubblico; la mera genericita' o l'uso di frasi standardizzate puo' essere censurata, ma una motivazione che ricostruisce i fatti e le responsabilita' individuali e' sufficiente.
  • Nel contestare l'urgenza chi ricorre deve provare di avere subito l'esecuzione della misura prima della convalida: se la misura e' stata eseguita solo dopo la convalida, la carenza motivazionale sull'urgenza non produce un interesse concreto all'impugnazione.
  • Il daspo collettivo e' legittimo se e' dimostrata la partecipazione attiva del singolo nel contesto di gruppo e l'impiego di strumenti o condotte idonee a commettere violenza o intimidazione.
  • Precedenti penali anche non recentissimi possono essere rilevanti se il giudice ritiene che la condanna definitiva non abbia avuto effetto deterrente e se vi sono successive condotte analoghe.
  • Per impugnare con successo e' utile fornire elementi specifici: prova dell'esecuzione prima della convalida (se si censura l'urgenza), prova della non attribuibilita' al singolo di condotte violente, argomenti concreti sulla sproporzione della misura rispetto ai fatti contestati.

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