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Ordinanza

Ordinanza n. 3142/2026 - Milano, Sezione 2

per l’accertamento - dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, protocollata al Comune di Milano in data 24 luglio 2025 in relazione ai lavori eseguiti nello stabile di -OMISSIS-; - dell’obbligo del Comune di Milano, ai sensi e per gli effetti degli artt. 31 e 117 cod. proc. amm. e dell’art. 2 della legge n. 241 del 1990 e s.m.i., di avviare e concludere con urgenza il procedimento con l’adozione degli atti necessari alla rimessione in pristino dello status quo ante assentito e comunque con l’adozione di un provvedimento espresso, - nonché per l’accertamento della fondatezza della pretesa ex artt. 31 e 117 cod. proc. amm., artt. 27 e 37 del D.P.R. n. 380 del 2001, artt. 146 e 147 del Regolamento edilizio comunale e artt. 2 e 29 della legge n. 241 del 1990, con conseguente condanna del Comune di Milano all’adozione dei provvedimenti di competenza come indicato in atti e per la nomina di un Commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202601387

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza del 24 luglio 2025 volta alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi in relazione a lavori eseguiti in uno stabile

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. e dell’art. 2 della l. n. 241/1990 per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza di rimessione in pristino presentata il 24 luglio 2025. Hanno chiesto anche l’accertamento della fondatezza della pretesa e la condanna dell’amministrazione all’adozione dei provvedimenti di competenza, prospettando il riferimento agli artt. 27 e 37 del d.P.R. n. 380/2001, agli artt. 146 e 147 del regolamento edilizio comunale e all’art. 29 della l. n. 241/1990, nonché la nomina di un commissario ad acta. Nel giudizio è costituita anche la parte controinteressata, proprietaria dell’immobile e destinataria di un procedimento edilizio avviato il 15 aprile 2026. Il Comune ha comunicato alla controinteressata i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di permesso di costruire il 5 giugno 2026. Il TAR, ritenendo necessari ulteriori elementi per decidere, ha disposto l’acquisizione di chiarimenti e documenti sui titoli edilizi e paesaggistici relativi all’immobile e sugli sviluppi dei procedimenti amministrativi collegati.

La decisione

Il TAR ha riservato ogni pronuncia sulle questioni di rito, sul merito e sulle spese e ha disposto un’istruttoria. Il Comune di Milano dovrà, entro quaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, depositare una relazione esplicativa e la documentazione pertinente sui titoli edilizi e paesaggistici relativi all’immobile, sugli sviluppi dell’istanza di rimessione in pristino presentata dai ricorrenti il 24 luglio 2025 e sugli esiti del procedimento avviato il 15 aprile 2026 per conto della controinteressata, dando conto anche del riscontro del 5 giugno 2026 contenente la comunicazione dei motivi ostativi al rilascio del permesso di costruire. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 22 ottobre 2026. Non è stata quindi assunta una decisione definitiva sull’illegittimità del silenzio, sulla fondatezza della pretesa o sulla nomina del commissario ad acta.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Disposizioni richiamate dai ricorrenti per l’azione avverso il silenzio e per ottenere l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 2 l. n. 241/1990

    Richiamato quale fondamento dell’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso.

  • artt. 27 e 37 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamati dai ricorrenti in relazione ai provvedimenti edilizi da adottare per la rimessione in pristino.

  • artt. 146 e 147 del Regolamento edilizio comunale

    Richiamati dai ricorrenti quali ulteriori disposizioni applicabili alla pretesa di rimessione in pristino.

  • art. 29 l. n. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti insieme alle disposizioni edilizie e processuali poste a fondamento della domanda.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Utilizzato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando, in un giudizio avverso il silenzio, la decisione dipende dalla ricostruzione dei titoli edilizi e paesaggistici e dagli sviluppi dei procedimenti amministrativi connessi, il giudice può disporre un’istruttoria a carico dell’amministrazione, chiedendo una relazione esplicativa e la produzione della documentazione pertinente.
  • Nel giudizio sull’obbligo di provvedere, la verifica degli sviluppi procedimentali sopravvenuti e dell’eventuale avvio di procedimenti collegati costituisce un accertamento istruttorio rilevante prima di pronunciarsi sull’illegittimità del silenzio e sulla fondatezza della pretesa.
  • La disposizione di incombenti istruttori non definisce la controversia: le questioni di rito, di merito e sulle spese restano riservate e la causa deve essere nuovamente trattata dopo l’acquisizione degli elementi richiesti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaTermini e notificazione del ricorsoIstruttoria processuale
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneOnere della prova e principio dispositivo

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