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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27405/2024 del 10/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del sequestro per equivalente sui beni personali del ricorrente, disposto in relazione ai reati tributari di cui agli artt. 10-ter e 11 del d.lgs. n. 74/2000. Il ricorrente ha censurato la mancata preventiva esecuzione del sequestro diretto sui beni della SIDIGAS S.p.a. (società nel cui interesse sarebbero state commesse le condotte illecite), nonostante tale società risultasse titolare di beni e disponibilità liquide di valore superiore al doppio del credito per cui era stato disposto il sequestro. Ha inoltre denunciato la mancata valutazione della riduzione del debito tributario e della situazione patrimoniale sopravvenuta della società (bilancio, saldi attivi dei conti correnti, gasdotti iscritti tra le immobilizzazioni), nonché la presunta violazione dell'art. 322-ter c.p., richiamato dall'art. 1, comma 143, della L. n. 244/2007.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che il Tribunale di Avellino ha errato nel ritenere preclusa la contestazione relativa all'originaria insussistenza dei presupposti per il sequestro per equivalente e nell'escludere rilevanza alle allegazioni del ricorrente sulla riduzione del debito tributario e sulla situazione patrimoniale della SIDIGAS. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il giudice è tenuto ad accertare d'ufficio la sussistenza dei presupposti della misura cautelare reale e che la mancata proposizione tempestiva del riesame non impedisce la revoca ove manchino le condizioni. Ne consegue l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio al Tribunale per un nuovo esame circa l'esistenza dei presupposti per il sequestro per equivalente e la rilevanza delle nuove allegazioni (in particolare la possibilità di sequestro diretto sui beni della società).

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000

    Articolo richiamato come parte della qualificazione dei reati tributari contestati e come fondamento per la confisca/individuazione del profitto del reato; nella vicenda serve a definire l'oggetto del sequestro per equivalente.

  • art. 11 d.lgs. n. 74/2000

    Altro articolo del d.lgs. n. 74/2000 relativo ai reati tributari contestati, indicato quale fondamento dei provvedimenti cautelari patrimoniali nei confronti del ricorrente.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente tramite la L. n. 244/2007; nella prospettazione del ricorrente rilevava con riferimento alle garanzie procedurali connesse all'adozione di misure reali, ed è stata valutata alla luce dell'obbligo del giudice di verificare la sussistenza dei presupposti del sequestro per equivalente.

  • art. 1, comma 143, L. n. 244/2007

    Richiamo normativo utilizzato dal ricorrente per collegare la disciplina di cui all'art. 322-ter c.p. alla materia dei sequestri per reati tributari; la Corte ha considerato che le condizioni concrete per il sequestro per equivalente devono essere valutate e che variazioni sopravvenute della situazione patrimoniale sono rilevanti.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. Un. e altre pronunce richiamate)

    Principio consolidato: il giudicato cautelare non preclude al giudice di riesaminare la sussistenza dei presupposti della misura reale; la mancata tempestiva impugnazione non impedisce la revoca se risulta l'insussistenza delle condizioni di applicabilità; il giudice deve accertare d'ufficio l'eventuale mancanza dei presupposti.

Massime di principio

  • Il sequestro per equivalente può essere adottato solo dopo aver accertato l'impossibilità di eseguire il sequestro diretto sui beni della persona giuridica nel cui interesse è stato commesso il reato; se la società dispone di attivi sufficienti, il sequestro diretto deve essere preferito.
  • La riduzione del debito tributario o altri mutamenti patrimoniali sopravvenuti sono fatti rilevanti e devono essere esaminati dal giudice nella valutazione della permanenza dei presupposti per il sequestro.
  • La mancata tempestiva proposizione della domanda di riesame non preclude il riesame d'ufficio da parte del giudice: questi è tenuto ad accertare la sussistenza dei presupposti delle misure reali anche sulla base di elementi non prodotti precedentemente.
  • In caso di sequestro per equivalente, il provvedimento deve motivare perché non sia possibile agire con il sequestro diretto (valutazione dei beni societari, disponibilità liquide, misure già disposte).
  • Se il giudice che ha rigettato la revoca non ha esaminato adeguatamente le nuove allegazioni o la documentazione probatoria relativa alla situazione patrimoniale del terzo beneficiario, la decisione è suscettibile di annullamento e rinvio.

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