Sentenza n. 1536/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a difformità edilizie, diniego definitivo dell'accertamento di conformità e preavviso di rigetto
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione n. 16 del 15 aprile 2026, il diniego definitivo dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria e il preavviso di rigetto. Le difformità contestate riguardavano un ampliamento sul fronte nord del piano rialzato, la sostituzione di una porta-finestra con una finestra, una diversa altezza interna, una difformità relativa a un vano finestrato al piano seminterrato e l'ampliamento del locale cantina. È stato dedotto che la precedente ordinanza di demolizione del 19 giugno 2025 non precludeva il ricorso, poiché la presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. 380/2001 avrebbe instaurato un autonomo procedimento sulla sanabilità delle opere. I ricorrenti hanno lamentato l'omessa comunicazione del diniego di sanatoria, sostenendo che la comunicazione al solo tecnico progettista non fosse sufficiente; il difetto di istruttoria e di motivazione dell'ordinanza, per mancata analisi delle singole opere, del regime edilizio applicabile, della loro rilevanza urbanistica e dell'incidenza su standard, volumetrie e indici; la violazione della disciplina sulle tolleranze costruttive e sulla fiscalizzazione degli abusi; la lesione del legittimo affidamento derivante dal collaudo positivo e dalla sua approvazione; l'eccesso di potere per ingiustizia manifesta, difetto di ponderazione e violazione dell'art. 97 Cost.; nonché l'omessa verifica tecnica circa la separabilità delle porzioni abusive e gli effetti della demolizione sulla stabilità e funzionalità delle parti legittime.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Ha ritenuto che l'ordinanza di demolizione fosse un atto vincolato conseguente al diniego della sanatoria. L'omessa comunicazione del diniego dell'accertamento di conformità non è stata considerata vizio di legittimità dell'ordinanza demolitoria. Quanto al diniego definitivo della sanatoria, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i ricorrenti lo avevano formalmente impugnato senza dedurre specifici vizi contro tale atto. Essendo il diniego valido ed efficace, l'ordinanza di demolizione è stata ritenuta doverosa e vincolata, nonché meramente confermativa della precedente ordinanza demolitoria del 2025, divenuta definitiva perché non impugnata. Il nuovo ordine non ha quindi riaperto i termini per contestare la precedente ordinanza. Per tali ragioni sono stati ritenuti superati o comunque privi di rilievo anche i motivi relativi a difetto di istruttoria, carenza di motivazione, tolleranze costruttive, fiscalizzazione, affidamento, ponderazione degli interessi e necessità di una verifica tecnica sulla demolibilità. Il ricorso è stato in parte rigettato e in parte dichiarato inammissibile. Le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza in forma semplificata
Consente la definizione della controversia all'esito della fase cautelare, previo avviso alle parti, quando il ricorso è manifestamente infondato o inammissibile.
art. 36 d.P.R. 380/2001
accertamento di conformità
La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità apre un procedimento autonomo diretto a verificare la sanabilità delle opere; tuttavia, il diniego non impugnato con specifici motivi resta valido ed efficace.
art. 34-bis d.P.R. 380/2001
La relativa disciplina è stata invocata dai ricorrenti, ma il giudice non l'ha esaminata nel merito, ritenendo vincolata l'ordinanza demolitoria a fronte del diniego di sanatoria.
art. 34 d.P.R. 380/2001
La relativa disciplina è stata invocata dai ricorrenti, ma non è stata scrutinata nel merito per la natura vincolata dell'ordine di demolizione conseguente al diniego di sanatoria.
art. 97 Cost.
buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione
La dedotta violazione, collegata al difetto di ponderazione degli interessi, non è stata accolta poiché l'amministrazione era tenuta ad adottare l'ordinanza demolitoria dopo il diniego della sanatoria.
Massime di principio
- Quando il diniego dell'accertamento di conformità è valido ed efficace, l'ordinanza di demolizione conseguente costituisce un atto vincolato e doveroso, sicché non è sindacabile mediante censure dirette a contestare valutazioni discrezionali dell'amministrazione.
- L'impugnazione dell'ordinanza di demolizione non consente di rimettere in discussione il diniego di sanatoria se quest'ultimo è stato formalmente impugnato senza la deduzione di specifici vizi.
- Un nuovo ordine di demolizione meramente confermativo di una precedente ordinanza divenuta definitiva per mancata impugnazione non riapre i termini per contestare l'originario provvedimento repressivo.
- Una volta divenuto definitivo il precedente ordine di demolizione e risultando efficace il diniego di sanatoria, le censure riferite al difetto di istruttoria o di motivazione dell'ordinanza successiva non possono condurre al suo annullamento, se l'atto si limita a dare esecuzione a un potere vincolato.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 1232/2026 - Brescia, Sezione 1
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 1233/2026 - Brescia, Sezione 1
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 1023/2026 - Bari, Sezione 1
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 4215/2026 - Milano, Sezione 3
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 147/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 15 set 2026Sentenza n. 14932/2026 - Roma, Sezione 1B
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →