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Sentenza

Sentenza n. 1805/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202400518

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreti del Presidente della Regione Siciliana di nomina di commissari ad acta presso la società, incaricati di completare il trasferimento delle opere e degli impianti all’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento, per il successivo trasferimento gestionale al gestore unico AICA

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione regionale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il decreto regionale del 2 gennaio 2024 e, con motivi aggiunti, il successivo decreto del 4 aprile 2025, entrambi diretti a disporre un intervento sostitutivo mediante la nomina di commissari ad acta incaricati di porre in essere gli adempimenti necessari alla conclusione e formalizzazione del trasferimento delle opere e degli impianti ancora gestiti dalla società in favore dell’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento, destinato a trasferirli a sua volta al gestore unico del servizio idrico integrato. Il testo della sentenza non riporta i motivi di illegittimità dedotti contro i decreti, poiché il giudizio è stato definito in rito. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che gli effetti dei provvedimenti erano definitivamente venuti meno per l’infruttuoso decorso dei termini assegnati ai commissari e che, da ultimo, aveva consegnato all’Ente di Governo dell’Ambito, in concessione d’uso gratuita, le residuali utenze allacciate alla condotta pubblica e le utenze condominiali funzionali al servizio idrico integrato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo, come integrato dai motivi aggiunti, per sopravvenuta carenza di interesse. Il giudice ha ritenuto vincolante, ai fini della definizione del giudizio, l’espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione, in applicazione del principio dispositivo che informa il processo amministrativo. Ha quindi escluso di poter decidere il merito d’ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate tra le parti costituite, in considerazione dell’andamento complessivo della vicenda e della definizione in rito.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare l’improcedibilità del ricorso, senza decidere d’ufficio il merito della controversia.
  • Il giudice amministrativo non può sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire né procedere autonomamente all’esame della legittimità dell’atto impugnato quando la parte abbia manifestato la volontà di non ottenere più una decisione sul ricorso.
  • La sopravvenuta perdita di interesse può essere dichiarata anche quando gli effetti dei provvedimenti impugnati siano venuti meno e la vicenda sostanziale abbia trovato una diversa definizione, rendendo non più utile la pronuncia richiesta.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàServizio idrico integrato
RamiProcesso amministrativoServizi pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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