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Sentenza

Sentenza n. 2461/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento adottato dal Comune di Pioltello in data 5 febbraio 2026 nella parte in cui costituisce diniego dell’istanza di accesso agli atti nonché per l’accertamento del diritto della ricorrente all’ostensione degli atti e documenti oggetto dell’istanza di accesso; per la condanna del Comune di Pioltello di esibire e rilasciare copia degli atti e dei documenti richiesti.

Giustizia amministrativa202600835

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: nota comunale di riscontro a un’istanza di accesso agli atti, ritenuta sostanzialmente denegatoria dell’ostensione integrale della documentazione relativa a un piano di lottizzazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha presentato al Comune di Pioltello un’istanza di accesso ai documenti contenuti nel fascicolo urbanistico ed edilizio relativo a un piano di lottizzazione. L’Amministrazione ha risposto indicando che, oltre agli atti già consegnati, nel fascicolo risultava presente soltanto una delibera di proroga della convenzione urbanistica. La ricorrente ha contestato tale riscontro, chiedendo l’annullamento della nota, l’accertamento del diritto di accesso e la condanna del Comune all’esibizione e al rilascio di copia degli atti richiesti. Nel corso del giudizio la ricorrente ha poi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, affermando che il Comune aveva consegnato ulteriore documentazione il 25 marzo 2026. Tuttavia, si è limitata a depositare un elenco degli atti senza precisarne la natura né chiarire se essi fossero effettivamente contenuti nel fascicolo oggetto dell’istanza, impedendo al Collegio di verificare compiutamente l’originaria omissione dell’Amministrazione e l’integrale soddisfazione della pretesa ostensiva.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo non necessario né appropriato dichiarare la cessazione della materia del contendere. La produzione di ulteriore documentazione nel corso del giudizio, unita alla richiesta della ricorrente, evidenziava il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio; tuttavia, l’insufficiente specificazione degli atti consegnati non consentiva di verificare se il Comune avesse effettivamente omesso di rilasciare documenti presenti nel fascicolo e se la pretesa fosse stata integralmente soddisfatta. Le spese di lite sono state compensate.

Massime di principio

  • Nel giudizio in materia di accesso, la sopravvenuta disponibilità di ulteriore documentazione può determinare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, quando il ricorrente dichiari il venir meno dell’interesse alla decisione, anche se non siano verificabili con precisione l’identità degli atti consegnati e l’eventuale originaria omissione dell’amministrazione.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che sia verificabile l’integrale soddisfazione della pretesa azionata; quando la documentazione prodotta non consente di accertare quali atti siano stati rilasciati né se corrispondano a quelli richiesti, è preferibile dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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