Cassazione Penale, Sentenza n. 34474/2024 del 12/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato la nullità, ad eccezione del capo e), del decreto di citazione a giudizio emesso nei confronti di Kumar Pawan per avere omesso la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Nel caso concreto l'avviso ex art. 415 bis cod. proc. pen. era stato notificato per tutti i capi di imputazione all'avvocato d'ufficio Francesco Cortesini, nominato però solo per il capo e); per i capi a) e c) era stato nominato difensore d'ufficio l'avv.ta Manuela Francesca Bricconi, presso la quale era stato eletto domicilio; per gli altri reati non era intervenuta alcuna nomina. Il Procuratore ha sostenuto che la notifica a Cortesini per tutti i reati non aveva arrecato pregiudizio alla difesa, essendo l'avv.ta Bricconi inattiva e avendo rinunciato alla domiciliazione, e ha dedotto l'abnormità dell'ordinanza impugnata o, comunque, vizio di motivazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non sussista abnormità dell'atto: il Tribunale ha esercitato un potere riconosciuto (dichiarare la nullità del decreto di citazione a giudizio conseguente alla nullità della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini) e la dichiarazione di nullità ha comportato una regresso/ correzione fisiologica non idonea a determinare la stasi del procedimento. La categoria dell'abnormità è eccezionale e richiede, per essere applicata, la dimostrazione che il provvedimento determini l'impossibilità di prosecuzione del processo salvo l'adozione di atti nulli; nel caso di specie il processo può proseguire con la rinnovazione della notifica e la regolarizzazione della situazione processuale. Conseguenza pratica: ricorso respinto, ordinanza impugnata confermata nella sostanza (nullità dichiarata dal Tribunale rimane rilevante e la procedura può essere regolarizzata).
Norme richiamate
art. 415-bis cod. proc. pen.
avviso di conclusione delle indagini preliminari
La norma regola la comunicazione all'indagato e al difensore dell'avviso di conclusione delle indagini; la Corte utilizza tale riferimento per inquadrare la nullità della notifica dell'avviso come elemento che può giustificare la declaratoria di nullità del decreto di citazione a giudizio, ma solo se la nullità impedisce la prosecuzione regolare del processo
art. 161, comma 4, cod. proc. pen.
notificazione all'avvocato
Rilevato nel fatto come norma applicata per la notifica all'avvocato d'ufficio; la Corte prende in considerazione la correttezza formale della notifica ma valuta anche l'effettivo pregiudizio per la difesa
art. 568 cod. proc. pen.
principio di tassatività delle impugnazioni
Richiamato per spiegare che la categoria dell'abnormità è eccezionale rispetto all'ordinario schema di impugnazioni e non può sostituire i rimedi previsti dalla legge se non nelle ipotesi più radicali
art. 177 cod. proc. pen.
numero chiuso delle nullità
Citato per sottolineare che le nullità deducibili sono tassative; la Corte afferma che l'abnormità non può estendersi a casi che rientrano nelle nullità normativamente previste salvo che ricorrano i requisiti eccezionali
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (sentenze citate: Sez. U. n. 26/00, n. 17/98, n. 25957/2009, n. 20569/2018, n. 10728/2021 e altre)
principi sulla abnormità dell'atto processuale e sulla necessità di stasi processuale per la sua configurabilità
Le Sezioni Unite hanno ristretto la fattispecie dell'abnormità a casi eccezionali: l'abnormità richiede o la mancanza tout court del potere o una deviazione funzionale tale da impedire la prosecuzione del processo se non compiendo atti nulli; in assenza di tali condizioni, la declaratoria di abnormità non è applicabile
Massime di principio
- La nozione di 'abnormità' dell'atto è eccezionale: per ricondurre un provvedimento a tale categoria occorre dimostrare che il suo contenuto sia del tutto avulso dall'ordinamento o che produca una stasi del processo tale da non poter proseguire se non attraverso atti nulli.
- La semplice irregolarità nella notifica dell'avviso di conclusione delle indagini (es. notifica allo stesso difensore per più capi non tutti di sua competenza) non determina automaticamente abnormità o invalidità insanabile se il processo può essere regolarizzato (ad es. con rinnovazione della notifica) e non sussiste un concreto pregiudizio alla difesa.
- Per ottenere l'annullamento per abnormità il ricorrente deve dimostrare la reale impossibilità di proseguire il processo o un pregiudizio insanabile alle posizioni soggettive; richiamare il principio che le nullità sono tassative (art. 177) e le impugnazioni hanno limiti precisi (art. 568) è fondamentale.
- Se il difensore originariamente nominato non ha svolto attività difensiva o ha rinunciato alla domiciliazione, la notifica a un altro difensore per atti successivi può essere ritenuta legittima o sanabile, salvo prova del concreto danno per l'imputato.
- In casi simili la via operativa è regolarizzare la situazione processuale (es. rinnovare la notifica dell'avviso di conclusione indagini, chiarire le nomine di difensore e le domiciliazioni) prima di invocare rimedi straordinari; l'applicazione immediata dell'eccezione di abnormità è ammessa solo in presenza di gravi effetti bloccanti sul processo.
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