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Ordinanza

Ordinanza n. 332/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza dell’ordinanza n. cronol. 1611/2025, Repert. n. 1449/2025 del 27/02/2025, emessa dal Tribunale Ordinario di Brescia, Settima Sezione Civile, nel giudizio R.G. n. 2468/2023, munita di certificato di passaggio in giudicato in data 07/04/2025.

Giustizia amministrativa202501559

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione dell'ordinanza del Tribunale Ordinario di Brescia che ha dichiarato l'acquisto della cittadinanza italiana iure sanguinis e ordinato gli adempimenti di stato civile

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza dell'ordinanza del Tribunale Ordinario di Brescia, passata in giudicato, con la quale è stata dichiarata cittadina italiana per trasmissione iure sanguinis e sono stati ordinati al Ministero dell'Interno e al competente ufficiale dello stato civile gli adempimenti previsti dalla legge. Ha dedotto che, nonostante il decorso di quasi dieci mesi dalla pubblicazione del provvedimento e dalla comunicazione al Comune di Castel d'Ario dell'attestazione di passaggio in giudicato e degli atti anagrafici necessari alla trascrizione, le amministrazioni non avevano ancora provveduto. Ha inoltre rappresentato l'infruttuosità di plurimi solleciti e di una diffida. Ha domandato l'adozione delle misure attuative, la fissazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., la nomina di un commissario ad acta e il risarcimento del danno asseritamente derivante dal mancato godimento dei diritti civili e politici connessi alla cittadinanza italiana.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso le domande di ottemperanza, di penalità di mora, di nomina del commissario ad acta e di risarcimento. Considerata la mancata costituzione del Comune e la costituzione meramente formale del Ministero, ha disposto un'integrazione istruttoria. Entrambe le amministrazioni devono depositare, entro novanta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, una relazione sui fatti di causa sottoscritta dai rispettivi responsabili del procedimento, indicando gli adempimenti anagrafici necessari per dare esecuzione al giudicato civile, lo stato e l'eventuale esito del procedimento, allegando la documentazione pertinente e chiarendo le ragioni del ritardo lamentato. La trattazione è stata rinviata all'udienza camerale dell'8 luglio 2026.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base della domanda della ricorrente per la fissazione di una penalità di mora in caso di persistente ritardo nell'esecuzione del giudicato; il TAR non ha ancora deciso sulla sua applicazione.

  • art. 702-ter c.p.c.

    È la norma in base alla quale il Tribunale Ordinario di Brescia ha pronunciato l'ordinanza civile oggetto della domanda di ottemperanza.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo è chiamato a decidere sull'ottemperanza di un provvedimento giudiziale e le amministrazioni intimate non forniscono elementi sufficienti sullo stato dell'esecuzione, può disporre un'integrazione istruttoria ordinando il deposito di relazioni sottoscritte dai responsabili del procedimento e della documentazione pertinente.
  • Nell'ambito di un giudizio di ottemperanza relativo a un provvedimento giudiziale che impone adempimenti amministrativi, le amministrazioni devono chiarire sia le attività necessarie per l'esecuzione sia le ragioni dell'eventuale ritardo; in mancanza, il giudice può rinviare la decisione sulle misure attuative e sulle domande accessorie.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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