Sentenza n. 9910/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento - del Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, in G.U. del 15 settembre 2022, serie generale n. 216, avente ad oggetto la certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018; - del Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2022, in G.U. del 26 ottobre 2022, serie generale n. 251, recante la “adozione delle linee guida propedeutiche all'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018”; - di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso ai precedenti ancorché non noto;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Decreti ministeriali relativi alla certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015-2018 e all'adozione delle linee guida per il ripiano del superamento del tetto
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ricorrente aveva chiesto l'annullamento dei decreti del Ministero della Salute del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022, concernenti rispettivamente la certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 e le linee guida propedeutiche all'adozione dei provvedimenti regionali e provinciali di ripiano. Nel corso del giudizio, con dichiarazione resa all'udienza del 22 maggio 2026, la ricorrente ha manifestato di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso e ha chiesto la compensazione delle spese. Le amministrazioni resistenti non si sono opposte.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso manifestamente improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), e dell'art. 85, comma 9, c.p.a., rilevando che la stessa parte ricorrente aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione. La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell'art. 74 c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate, conformemente alla richiesta della ricorrente e alla mancata opposizione delle amministrazioni resistenti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene una situazione che determina il venir meno dell'interesse alla decisione.
art. 74 c.p.a.
nel caso in cui ravvisi […] la manifesta improcedibilità [...] del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme
La manifesta improcedibilità consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata e con motivazione sintetica.
art. 85, comma 9, c.p.a.
È richiamato quale fondamento processuale della decisione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
È richiamato in relazione alla trattazione della causa all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando non emergano ragioni per una diversa definizione del giudizio.
- La manifesta improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere definita con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 74 c.p.a.
- In presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e della mancata opposizione delle amministrazioni resistenti, le spese di lite possono essere compensate.
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