Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2077/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e difetto di motivazione in relazione agli artt. 545-bis c.p.p. e 95 d.lgs. n. 150/2022: il difensore aveva chiesto, in appello, l'applicazione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità (art. 56-bis L. n. 689/1981, come modificato dal d.lgs. n. 150/2022), ma senza che l'imputato avesse prestato il consenso personalmente o rilasciato procura speciale al difensore; la Corte territoriale ha dichiarato il motivo inammissibile ritenendo che l'istanza non fosse validamente formulata

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile, al procedimento in corso al momento dell'entrata in vigore della riforma, l'art. 545-bis c.p.p., e ha aderito al principio secondo cui, quando la possibilità di sostituire la pena detentiva non deriva dalla decisione di appello ma era già contemplata dal primo grado, l'imputato doveva esprimere il consenso personalmente o tramite procura speciale prima della trattazione cartolare non partecipata. Poiché nel caso concreto non era stato acquisito il consenso né era stata conferita procura speciale al difensore, la Corte d'appello ha correttamente dichiarato inammissibile la richiesta di sostituzione. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma del codice penale relativa al reato per il quale il ricorrente è stato condannato; richiamata per indicare il capo d'imputazione

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    «quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne dà avviso alle parti. Se l'imputato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, acconsente alla sostituzione della pena detentiva con una pena diversa dalla pena pecuniaria, ovvero se può aver luogo la sostituzione con detta pena, il giudice, sentito il pubblico ministero, quando non è possibile decidere immediatamente, fissa una apposita udienza non oltre sessanta giorni, dandone contestuale avviso alle parti e all'ufficio di esecuzione penale esterna competente; in tal caso il processo è sospeso»

    La Corte interpreta l'art. 545-bis come prevedente un meccanismo bifasico che richiede il consenso dell'imputato (personale o tramite procuratore speciale) per la sostituzione della pena; tale consenso, quando la situazione sanzionatoria non muta tra primo e secondo grado, deve essere prestato prima della definizione dell'appello o il motivo risulta inammissibile

  • art. 95 d.lgs. n. 150/2022

    Estende l'efficacia delle norme sulle sanzioni sostitutive brevi ai procedimenti pendenti in primo grado o in appello alla data di entrata in vigore del decreto; riconosce applicabilità dell'art. 545-bis ai procedimenti nel periodo transitorio

  • art. 56-bis L. n. 689/1981

    Prevede le pene sostitutive di natura non pecuniaria (es. lavoro di pubblica utilità); la norma è richiamata quale possibile alternativa alla pena detentiva quando ricorrono le condizioni

  • d.lgs. 19/03/2024 n. 31

    Modifiche normative volte a coordinare la fase di appello con il procedimento per le sostituzioni delle pene detentive brevi; la Cassazione ne tiene conto per costruire il criterio di differenziazione tra i casi in cui la sostituzione trova origine in appello e quelli in cui il quadro sanzionatorio è già definito in primo grado

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    Testo richiamato relativamente alle modifiche procedurali: prevede, tra l'altro, termini e modalità per l'acquisizione del consenso dell'imputato in appello (termine perentorio di 15 giorni e fissazione di udienza non oltre 30 giorni, in mancanza di partecipazione delle parti, per l'acquisizione del consenso)

    La norma, come modificata, disciplina i termini e la procedura mediante la quale la Corte d'appello può acquisire il consenso dell'imputato dopo la decisione sull'impugnazione quando la sostituzione della pena deriva dall'esito dell'appello

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dal difensore in ordine a un'asserita disparità di trattamento tra procedimenti celebrati alla presenza delle parti e rito cartolare; la Corte non ritiene che la mancata possibilità di acquisire il consenso ex post nel rito cartolare determini una violazione automatica del principio di uguaglianza

Massime di principio

  • Se la possibilità di applicare una pena sostitutiva deriva direttamente dalla decisione di appello (es. riduzione della pena in appello a termini compatibili), la Corte d'appello può procedere all'acquisizione del consenso anche dopo la lettura del dispositivo, fissando apposita udienza e disponendo la sospensione del processo per ottenere il consenso
  • Se il quadro sanzionatorio che rende possibile la sostituzione della pena era già presente nella sentenza di primo grado e non muta in appello, l'imputato doveva esprimere il consenso personalmente o tramite procuratore speciale prima della definizione del giudizio di appello; in mancanza, la richiesta di sostituzione proposta successivamente dal difensore senza procura speciale è inammissibile
  • Nelle trattazioni cartolari (non partecipate) occorre rispettare i termini processuali specifici (ad es. termini di 15 giorni previsti dalla normativa novellata) per comunicare il consenso: il difensore deve munirsi di procura speciale se intende manifestarlo per conto dell'imputato
  • Il difensore deve tempestivamente formulare l'eventuale motivo di impugnazione volto a ottenere la sostituzione della pena e garantire che il consenso dell'imputato sia acquisito nei modi e nei termini prescritti; altrimenti si corre il rischio di inammissibilità e di condanna per spese
  • Le riforme successive (d.lgs. n. 31/2024) hanno consolidato la distinzione tra casi in cui la sostituzione nasce in appello e casi in cui il quadro sanzionatorio è preesistente: la soluzione pratica è valutare in quale categoria ricade il caso per seguire la procedura corretta

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.