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Sentenza

Sentenza del 13/02/2017 n. 87 - Comm. Trib. Prov. Cuneo

Prescrizione quinquennale - Conservazione cartelle non riscosse - Prova della notificazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Dal principio riportato emerge che, se l'ente non prova l'esistenza e la regolare notificazione delle cartelle entro il termine rilevante, le intimazioni di pagamento non sono sufficienti a interrompere la prescrizione. Il credito tributario può quindi risultare prescritto. Non essendo disponibile il testo integrale della sentenza, non sono determinabili con certezza il dispositivo concreto, gli importi o le spese processuali.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la prescrizione quinquennale dei tributi e l'efficacia interruttiva delle intimazioni di pagamento. L'ente riscossore deve conservare le cartelle richiamate nelle intimazioni e produrre la prova della loro esistenza, della corretta notificazione e della correlazione con gli atti successivi. In mancanza di tale documentazione, non è possibile dimostrare che la prescrizione sia stata validamente interrotta.

Norme richiamate

  • Prescrizione quinquennale dei tributi

    I crediti tributari soggetti a prescrizione quinquennale si conservano solo se il creditore compie atti validamente notificati e idonei a interrompere il decorso del termine.

  • Disciplina della notificazione degli atti della riscossione

    La regolare notificazione della cartella costituisce presupposto essenziale per attribuirle efficacia interruttiva e per collegarla alle successive intimazioni di pagamento.

  • Onere della prova

    Spetta all'ente riscossore dimostrare l'esistenza della cartella, la sua corretta notificazione e il collegamento con l'intimazione successiva; la mera produzione dell'intimazione non è sufficiente.

Massime di principio

  • Un'intimazione di pagamento non interrompe validamente la prescrizione se richiama una cartella della quale l'ente non dimostra l'esistenza e la corretta notificazione.
  • L'ente di riscossione deve conservare e produrre la documentazione necessaria a ricostruire la sequenza degli atti, inclusi cartelle, relate o ricevute di notifica e intimazioni.
  • Quando il contribuente eccepisce la prescrizione, occorre verificare la data dell'ultima notifica provata e l'intervallo trascorso fino all'atto successivo.
  • La mancata prova della notifica degli atti presupposti può comportare l'inefficacia degli atti successivi ai fini interruttivi e, se è decorso il termine previsto, l'estinzione del credito per prescrizione.
  • La valutazione concreta dipende dalla natura del tributo, dal termine prescrizionale applicabile e dalla documentazione effettivamente depositata dall'ente.

Testo integrale

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