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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16796/2022 del 29/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Giorgi ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che aveva respinto la revoca del sequestro conservativo disposto nel procedimento penale a suo carico. Il ricorrente sosteneva che, dopo le pronunce di proscioglimento/assoluzione per alcuni capi (con la formula "perché il fatto non sussiste" e "non lo ha commesso"), era venuto meno il fumus commissi delicti che aveva giustificato il sequestro e che, in analogia all'art. 669-nonies c.p.c., il sequestro doveva essere considerato caducato anche prima del giudicato. Contestava pertanto violazione degli artt. 316 e 317 c.p.p. e del diritto di proprietà e alla libertà di iniziativa economica (artt. 42 e 41 Cost.) e dell'art. 1 Protocollo n.1 CEDU per eccessiva ingerenza.

La decisione

Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato l'orientamento maggioritario secondo cui il sequestro conservativo penalmente disposto mantiene i suoi effetti fino a quando la sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere non sia divenuta irrevocabile (art. 317 comma 4 c.p.p.), e che la revoca anticipata è consentita, di regola, solo ove venga prestata cauzione idonea ai sensi dell'art. 319 c.p.p. La Cassazione ha ritenuto inapplicabile il richiamo diretto alla disciplina civile (art. 669-nonies c.p.c.), alla luce della specifica natura e finalità del sequestro conservativo penale; ha inoltre dichiarato assente il contrasto costituzionale o con la CEDU. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 316 c.p.p.

    Definisce il sequestro conservativo come misura reale finalizzata a impedire la dispersione dei beni dell'imputato per garantire il soddisfacimento delle pretese erariali e civili; la Corte ne sottolinea la duplice funzione che distingue questo sequestro da misure cautelari personali.

  • art. 317 c.p.p. comma 4

    "gli effetti del sequestro cessano quando la sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere non è più soggetta a impugnazione"

    La Corte interpreta la norma nel senso che gli effetti del sequestro conservativo cessano solo con la definitività della pronuncia di proscioglimento; fino ad allora il vincolo resta, salvo l'ipotesi di cauzione prevista dall'art. 319.

  • art. 319 c.p.p.

    Stabilisce la possibilità di revoca del sequestro conservativo se l'imputato o il responsabile civile offre cauzione idonea; la Corte ritiene questa la via ordinaria per ottenere il dissequestro prima del giudicato.

  • art. 321 c.p.p. comma 3

    Richiamato come riferimento al sequestro preventivo; la Corte evidenzia che le discipline sono distinte e non consentono un'automatica estensione delle regole del sequestro preventivo al conservativo.

  • art. 669-nonies c.p.c. comma 3

    "il sequestro è caducato ogniqualvolta venga accertata con sentenza, ancorché non passata in giudicato, la insussistenza del diritto a cautela del quale la misura cautelare è stata concessa"

    Il ricorrente invocava questo principio civile per chiedere il dissequestro; la Corte lo ha ritenuto non direttamente trasferibile al processo penale, data la specificità e le finalità del sequestro conservativo penale.

  • art. 42 Cost.

    Invocato dal ricorrente per la tutela della proprietà; la Corte ha ritenuto compatibile la misura cautelare con l'articolo, considerata la temporaneità e la finalità pubblicistica della tutela.

  • art. 41 Cost.

    Richiamato in relazione alla libertà di iniziativa economica; la Corte ha affermato che l'interesse privato può soccombere per esigenze di pubblico interesse e che la misura, se temporanea e proporzionata, non viola l'articolo.

  • Art.1 Protocollo n.1 CEDU

    La Corte ha ritenuto assorbibili le censure rispetto alla giurisprudenza della Corte EDU: l'ingerenza nel diritto di proprietà è lecita se prevista dalla legge, per scopo legittimo e proporzionata, con particolare riferimento alla temporaneità della misura.

Massime di principio

  • Il sequestro conservativo penale resta, di regola, efficace fino alla definitività della sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere; il dissequestro anticipato è eccezionalmente possibile principalmente tramite l'offerta di cauzione ai sensi dell'art. 319 c.p.p.
  • Non è possibile richiamare automaticamente le regole del processo civile (art. 669-nonies c.p.c.) per ottenere la caducazione del sequestro penale: la natura e le finalità diverse del sequestro conservativo penale impongono una disciplina autonoma.
  • Se si ottiene in primo grado una pronuncia favorevole (assoluzione/ proscioglimento), per ottenere il dissequestro prima del giudicato è strategico offrire una cauzione adeguata oppure valutare le ipotesi eccezionali riconosciute dalla giurisprudenza (es. impossibilità di evoluzione del processo a danno della parte civile).
  • Le censure costituzionali o CEDU sul mantenimento del sequestro devono dimostrare sproporzione o irragionevolezza: la temporaneità e le finalità pubbliche della misura rendono difficile il successo di tali censure salvo casi particolarmente eclatanti.
  • In fase di prevenzione o impugnazione del provvedimento cautelare è opportuno documentare la sproporzione tra il valore dei beni sequestrati e l'ammontare creditorio, perché talune Sezioni hanno ritenuto applicabile, per analogia, la valutazione di proporzionalità e la riduzione del vincolo.
  • Se le condizioni di fatto rendono impossibile qualsiasi evoluzione favorevole della pretesa civili (ad esempio, estinzione del reato che impedisca qualunque responsabilità civile residua), la giurisprudenza ha ammesso in casi specifici la revoca del sequestro anche prima del giudicato definitivo.

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