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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12460/2022 del 04/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva rideterminato la pena per i reati di tentata estorsione (capo A), furto riqualificato come rapina aggravata, lesioni (capo C) e violenza privata (capo D). Con due motivi deduceva vizio di motivazione e violazione di legge: contestava l'idoneità intimidatoria delle minacce ascrittegli (nel capo D la minaccia di sversare un bicchiere d'acqua; nel capo A la richiesta di una sigaretta accompagnata dal gesto di alzare la mano) e sosteneva che lo stato di ubriachezza in cui si trovava rendesse inconcludente il requisito soggettivo del dolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: i motivi sono stati ritenuti ripetitivi e diretti a un sindacato di merito non consentito in questa sede. I giudici di merito avevano valutato unitariamente i fatti e ritenuto che urla, comportamento aggressivo, minacce di danneggiare il registratore di cassa e la minaccia di schiaffeggio accompagnata dal gesto della mano alzata fossero atti connotati da valenza intimidatoria idonea a incidere sulla volontà delle vittime. Si è osservato che l'energia fisica esercitata su una cosa può integrare la violenza ai fini della violenza privata e che la valutazione dell'idoneità intimidatoria per il tentativo di estorsione va fatta ex ante, indipendentemente dall'eventuale mancato assenso della vittima. Sullo stato di ubriachezza è stato escluso rilievo esimente del dolo, non essendo risultata accidentalmente o cronicamente alterante. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n.

    art. 23, comma 8, D.L. n. (numero non indicato nel testo)

    Riferimento procedurale: il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto ai sensi della norma citata, ossia con procedimento scritto anziché orale

  • Sez. 5, n. 21559 del 09/03/2010, Rv. 247757

    Sez. 5, n. 21559 del 09/03/2010, Rv. 247757

    Principio giurisprudenziale richiamato: l'energia fisica esercitata su una cosa può integrare l'elemento materiale della violenza nei reati concernenti la violenza privata

  • Sez. 2, n. 36311 del 12/07/2019, Rv. 277032

    Sez. 2, n. 36311 del 12/07/2019, Rv. 277032

    Principio giurisprudenziale richiamato: nella valutazione della sussistenza del reato di estorsione (o tentata estorsione) l'accertamento circa l'idoneità a coartare la volontà della vittima va compiuto ex ante, valutando se la condotta era idonea a determinare la perdita dell'autodeterminazione, indipendentemente dall'effettivo consenso o dissenso manifestato dalla vittima

Massime di principio

  • In casi di minacce e comportamenti intimidatori occorre valutare il quadro fattuale nel suo insieme: urla, gesti, minacce di danno a cose o persone e condotte aggressive possono assumere congiuntamente valenza intimidatoria anche se singoli atti appaiono apparentemente 'lievi'.
  • L'idoneità intimidatoria rilevante per la configurazione di violenza privata o di tentata estorsione va valutata ex ante, cioè sulla base della capacità della condotta di coartare la volontà della vittima prima dell'esito concreto.
  • L'esercizio di energia fisica su una cosa può integrare la violenza quando sia idoneo a intimidire o a compromettere la libertà di autodeterminazione della vittima.
  • Lo stato di ubriachezza non esclude automaticamente il dolo: ha rilievo esimente solo se l'alterazione è accidentale in modo tale da escludere la coscienza e la volontà oppure se ricorre stato di abitualità tale da incidere sulle capacità volitive secondo la prova.
  • In cassazione non è consentito un nuovo sindacato di merito sui fatti: i motivi che si limitano a chiedere una diversa valutazione probatoria o fattuale sono di regola inammissibili.

Testo integrale

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