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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04153/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

I proprietari di tre particelle di terreno, espropriate per la realizzazione di opere di urbanizzazione a servizio di un agglomerato industriale, avevano chiesto la determinazione dell’indennità di espropriazione e dell’indennità di occupazione legittima. La Corte d’appello aveva ritenuto il terreno inedificabile per la presenza di un vincolo di viabilità e di una fascia di rispetto stradale, liquidando l’indennità di esproprio in misura ridotta e l’indennità di occupazione legittima come interessi legali sull’indennità di esproprio. Con il ricorso per cassazione i proprietari hanno dedotto: 1) violazione degli artt. 32 e 37 del d.P.R. 327/2001 e delle norme urbanistiche locali, sostenendo che il vincolo di viabilità non fosse sufficiente a escludere l’edificabilità e che, comunque, fosse necessario distinguere tra vincoli espropriativi e conformativi; 2) omesso esame di fatti decisivi, per non avere la Corte d’appello accertato estensione e tipologia della fascia di rispetto e delle porzioni ancora edificabili; 3) omesso esame della natura espropriativa o conformativa del vincolo di viabilità; 4) violazione dell’art. 50 del d.P.R. 327/2001, perché l’indennità di occupazione legittima avrebbe dovuto essere calcolata nella misura legale prevista dalla norma e non come semplice interesse legale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso nei limiti della censura esaminata, cassando l’ordinanza impugnata e rinviando alla Corte d’appello di Messina in diversa composizione. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse motivato in modo contraddittorio e incompleto sulla natura urbanistica delle aree, omettendo di distinguere tra fascia di rispetto stradale, vincoli conformativi ed espropriativi, e senza accertare l’effettiva estensione delle varie porzioni di terreno e la loro incidenza sulla stima. Ha inoltre rilevato l’errore nel criterio di liquidazione dell’indennità di occupazione legittima, che doveva essere calcolata secondo l’art. 50 del d.P.R. 327/2001. Il rinvio è stato disposto anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Le censure sono state proposte per violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi.

  • artt. 32 e 37 d.P.R. 327/2001

    Richiamati per la determinazione dell’indennità di espropriazione e per la necessità di considerare correttamente la natura edificabile o meno dell’area.

  • art. 50 d.P.R. 327/2001

    "Nel caso di occupazione di un'area, è dovuta al proprietario una indennità per ogni anno pari ad un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio dell'area e, per ogni mese o frazione di mese, una indennità pari ad un dodicesimo di quella annua"

    L’indennità di occupazione legittima va determinata secondo il criterio legale percentuale rapportato all’indennità di esproprio, non in via generica con riferimento agli interessi legali.

  • art. 702 bis c.p.c.

    Il giudizio di primo grado era stato introdotto con ricorso sommario ex art. 702 bis c.p.c.

Massime di principio

  • In materia di indennità di espropriazione, il giudice deve distinguere tra vincoli conformativi e vincoli preordinati all’esproprio: solo i primi incidono sulla stima del bene, mentre i secondi non vanno considerati ai fini della valutazione dell’area.
  • L’indicazione di opere di viabilità nello strumento urbanistico comporta normalmente un vincolo di inedificabilità; tuttavia occorre verificare se, in concreto, la previsione sia riferita a un intervento puntuale e localizzato assimilabile a un vincolo espropriativo oppure a una zonizzazione generale.
  • La fascia di rispetto stradale non ha natura espropriativa né conformativa in senso stretto, ma determina una legal inedificabilità assoluta che deve essere considerata nella stima dell’indennità di esproprio.
  • Quando il bene espropriato è composto da porzioni con diversa destinazione urbanistica, il giudice deve accertare e indicare con precisione l’estensione delle singole aree e il loro regime urbanistico, non potendo liquidare l’indennità con una valutazione indistinta dell’intero compendio.
  • L’indennità di occupazione legittima deve essere calcolata secondo il criterio legale stabilito dall’art. 50 d.P.R. 327/2001, in rapporto percentuale all’indennità di espropriazione, poiché le indennità di occupazione e di esproprio sono tra loro logicamente ed economicamente collegate.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataCompravendita immobiliare
RamiEsecuzioniImmobiliare
IstitutiOnere della prova

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