Cassazione Penale, Sentenza n. 40314/2022 del 25/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Siboldi impugna la sentenza della Corte d'Appello di Genova che aveva confermato la condanna per lesioni reciproche aggravate dall'uso di arma (pietra per Siboldi, coccio di vetro per Scarcella). Contestava: (1) la ricostruzione dei fatti e il travisamento probatorio, sostenendo che l'atteggiamento aggressivo fosse esclusivamente di Scarcella e che Siboldi si sia armato di una pietra solo a scopo difensivo, dopo essere stato aggredito; (2) l'erronea applicazione e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) e la violazione dei criteri di determinazione della pena di cui agli artt. 132 e 133 c.p., lamentando carenza di motivazione nel diniego.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la censura generica e versata in fatto: il ricorrente non ha affrontato specificamente l'itinerario motivazionale della Corte territoriale né effettuato un'analitica critica delle prove decisive (esami, controesami, documentazione medica). Sul secondo motivo ha ritenuto anch'esso generico: la Corte d'appello ha motivato il diniego delle attenuanti richiamando la gravità e gratuità del fatto e la mancata esistenza di "elementi seri" a favore dell'imputato; tale valutazione è stata ritenuta legittima in base alla giurisprudenza. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 62-bis cod. pen.
Riguarda le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego quando mancano "elementi seri" a favore dell'imputato e quando la gravità e la gratuità del fatto sono rilevanti.
art. 132 cod. pen.
Principi per la determinazione della pena; la Corte ha richiamato che la discrezionalità del giudice nella quantificazione deve ancorarsi ai criteri legali, ma nel caso concreto la motivazione territoriale è stata ritenuta coerente con tali parametri.
art. 133 cod. pen.
Criteri direttivi per la determinazione della pena (circostanze attenuanti/agggravanti); la Corte ha ritenuto che la valutazione del diniego delle attenuanti fosse adeguatamente motivata in relazione ai criteri di questo articolo.
art. 23, comma 8, d.l. n.137/2020
Norma invocata per richiedere la trattazione orale del ricorso; la richiesta è stata formulata ma non ha inciso sull'esito, che si è definito per inammissibilità.
Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997 (Dessimone)
Giurisprudenza richiamata in tema di travisamento del fatto: per ottenere la revisione per travisamento è necessario dimostrare che in sede d'appello siano stati rappresentati gli elementi dai quali il giudice avrebbe dovuto rilevare l'errore; la Cassazione richiede che il motivo mostri concretamente il punto di rottura motivazionale.
Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 3, n. 2233 del 17/06/2021, Bianchi)
Principio secondo cui, ai fini del diniego delle attenuanti generiche, non è necessario che il giudice consideri tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma è sufficiente il richiamo a quelli ritenuti decisivi purché la valutazione risponda alle osservazioni mosse dall'interessato.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per una nuova valutazione di merito sulle prove: i motivi che si limitano a contestare la ricostruzione fattuale senza indicare errori logico-giuridici specifici sono inammissibili.
- Per contestare un accertamento probatorio in Cassazione è necessario mostrare puntualmente dove la motivazione del giudice sia carente o contraddittoria e dimostrare che elementi decisivi non siano stati considerati.
- L'allegazione di difesa legittima o di reazione difensiva deve essere provata e collegata a elementi probatori valutabili; la mera affermazione della difensiva non basta a sovvertire la valutazione del giudice di merito.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche rientra nella discrezionalità del giudice, ma questa deve essere ancorata ai criteri degli artt. 132 e 133 c.p.; in Cassazione è sindacabile la legittimità della motivazione, non la diversa apprezzamento del merito.
- Nelle impugnazioni in Cassazione è importante formulare censure specifiche e non generiche: citare norme, dimostrare contraddizioni o omissioni motivazionali e collegare le censure agli elementi probatori rende più fondata l'impugnazione.
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