Cassazione Penale, Sentenza n. 47554/2024 del 30/12/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di concessione della semilibertà (fine pena 1/8/2029). Il ricorrente contestava la decisione per violazione di legge (art. 50 legge 26/7/1975, n. 354) e per vizio di motivazione, rilevando che risulta documentata la disponibilità di lavoro, valutazione comportamentale positiva, fruizione di permessi premio, il pieno consenso dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna al percorso di reinserimento e che le pendenze giudiziarie e i comportamenti devianti sono anteriori alla carcerazione (2017). Il Tribunale aveva motivato il rigetto richiedendo un ulteriore periodo di osservazione e la fruizione di permessi premio prima della misura alternativa.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato, ha rilevato che il Tribunale di sorveglianza ha formulato una prognosi negativa priva di adeguato supporto motivazionale e basata su una lettura parziale e non aggiornata della relazione di sintesi del 9/5/2023 (la quale era favorevole alla concessione di una misura alternativa previa fruizione di permessi e attestava la possibilità di avviamento al lavoro e il positivo percorso trattamentale). L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Taranto per un nuovo giudizio, che dovrà sanare i vizi motivazionali indicati.
Norme richiamate
legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
La norma viene posta a fondamento della valutazione sulle misure alternative: è necessario valutare la condotta successiva del condannato e gli elementi positivi di reinserimento per formare un giudizio prognostico sulla compatibilità della semilibertà.
giurisprudenza di legittimità
Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015; Sez. 1, n. 773 del 03/12/2013 (dep. 2014); Sez. 1, n. 27264 del 14/01/2015
Principi riaffermati: a) ai fini delle misure alternative è necessario valutare la condotta successiva alla commissione del reato e non solo la gravità del fatto; b) non possono da soli prevalere negativamente la gravità del reato o i precedenti; c) è sufficiente che sia avviato un processo critico personale; d) i permessi premio e gli esperimenti trattamentali sono elementi probatori rilevanti e il Tribunale può tuttavia richiedere ulteriore osservazione se sussistono giustificati dubbi sulla capacità di adeguamento.
Massime di principio
- Nelle richieste di semilibertà va valutata prioritariamente la condotta successiva del detenuto e gli elementi positivi di reinserimento (permessi premio, disponibilità lavorativa, partecipazione a trattamenti).
- La gravità del reato o i precedenti, da soli, non determinano il rigetto della misura alternativa: è necessario un giudizio prognostico ancorato a dati oggettivi.
- La presenza di una relazione trattamentale aggiornata e favorevole (es. relazione di sintesi) deve essere considerata e motivatamente contestata se si decide diversamente; l'omissione o la lettura parziale di tali elementi può rendere la motivazione insufficiente e cagionare l'annullamento.
- Il Tribunale può legittimamente richiedere un ulteriore periodo di osservazione o nuovi esperimenti premiali, ma deve motivare chiaramente le ragioni e non basarsi su valutazioni generiche.
- In sede di impugnazione, il ricorso tende a riuscire quando è possibile dimostrare che la decisione negativa è priva di supporto fattuale aggiornato o contraddice documenti probatori favorevoli.
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